Nuovo orrore Isis in Iraq: “arse vive 45 persone”

LaPresse/REUTERS TV/Social media via Reuters TV

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La denuncia non e’ verificabile in maniera indipendente ma la polizia irachena afferma che i jihadisti dello Stato islamico hanno “bruciato vive” 45 persone, tra cui numerosi agenti, catturate in una localita’ a sud-ovest di Baghdad, da mesi al centro di una battaglia per il controllo di un’area dall’alto valore strategico e dove si trova una base militare che ospita piu’ di 300 istruttori statunitensi. La fonte della denuncia e’ il colonnello Qassem Obeidi, portavoce della polizia della regione di al Anbar. Citato dalla Bbc, Obeidi non fornisce dettagli sull’identita’ delle vittime e sul numero di civili coinvolti nel presunto macabro crimine avvenuto ad al Baghdadi, localita’ da tempo assediata dai jihadisti e che nei giorni scorsi era in parte caduta in mano all’Isis. Nella vicina base di Ayn al Asad e’ stanziata la 7/ma divisione dell’esercito iracheno e 320 soldati americani. Il crimine, anche se solo evocato, inevitabilmente ricorda quello, documento dallo stesso Isis con un video che ha fatto il giro del mondo, della barbara uccisione di Muaz Kassasbe, il pilota giordano arso vivo in una gabbia dieci giorni dopo la sua cattura nel nord della Siria alla fine di dicembre. Stamani, il presidente del Consiglio provinciale di Anbar, Sabah Karhut aveva riferito dell’uccisione di almeno 27 poliziotti ad al Baghdadi. Dal canto suo, Obeidi ha aggiunto che una complesso condominiale in cui vivono 1.200 membri di famiglie del personale di polizia locale e’ tuttora sotto attacco dei jihadisti nella zona e ha invocato “aiuto dalla comunita’ internazionale” oltre che del governo di Baghdad. “Abbiamo ricevuto informazioni secondo le quali l’Isis ha giustiziato 27 agenti che aveva rapito e ha gettato i corpi nell’Eufrate”, aveva in precedenza riferito Karhut. Quattro giorni dopo l’inizio dell’attacco jihadista su al Baghdadi e sulla base di Ayn al Asad, distante 14 chilometri dal centro cittadino, rimane incerto l’esito della battaglia. Un altro membro del Consiglio provinciale di Al Anbar, Jassem al Halbusi, ha detto che i miliziani dell’Isis hanno posto mine e dispiegato i loro cecchini lungo la strada tra la citta’ e la base – una delle piu’ importanti nell’ovest dell’Iraq – per impedire l’afflusso di rinforzi dell’esercito iracheno. Il portavoce del Pentagono John Kirby, citato dalla Bbc, ammette che per la prima volta dopo mesi i jihadisti hanno guadagnato terreno nell’area attorno alla cittadina. La base di Ayn al Asad dista appena otto chilometri e nei giorni scorsi era gia’ stata presa di mira dall’Isis con un attacco suicida.