‘Ndrangheta, infiltrazioni in Lombardia: dopo il terremoto in Emilia speravano nella “botta forte”

“Speriamo che arrivi la botta forte, se arrivasse almeno un minuto, un minuto ne fa di danni. Insomma, si crea del lavoro”

++ SISMA EMILIA: 118, ALTRI DUE MORTI NEL FERRARESE ++“Speriamo che arrivi la botta forte, cosi’ si crea lavoro”. Dalle carte dell’inchiesta Pesci sui rapporti tra ‘ndrangheta, economia e istituzioni emerge per l’ennesima volta come certi imprenditori senza scrupoli, legati alla malavita organizzata, speravano di lucrare sul terremoto che nel maggio 2012 colpi’ l’Emilia e il Mantovano. In un’intercettazione ambientale l’imprenditore edile Antonio Muto, il 29 maggio 2012 alle 10.21, un’ora e mezza dopo la forte scossa che provoco’ morti e feriti, in auto diceva rivolto alla moglie che era sul sedile a fianco: “Speriamo che arrivi la botta forte, se arrivasse almeno un minuto, un minuto ne fa di danni. Insomma, si crea del lavoro”.