‘Ndrangheta, Dna: “il porto di Gioia Tauro è diventato la porta l’ingresso della cocaina in Italia”

porto-gioia-tauroGrazie al potere di controllo della ‘Ndrangheta il porto calabrese di Gioia Tauro “è divenuto la vera porta d’ingresso della cocaina in Italia“: a certificarlo è la relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore Nazionale Antimafia e dalla Direzione Nazionale Antimafia. Le indagini svolte dalla Dda di Reggio Calabria, infatti, tra gli altri settori d’affari illeciti, hanno “evidenziato la perdurante posizione di assoluta primazia della ‘ndrangheta nel traffico internazionale di stupefacenti, traffico che ha generato, e continua a generare, imponenti flussi di guadagni in favore della criminalità organizzata calabrese che reinveste, specie nel settore immobiliare, i proventi di tale attività“. Un “traffico consentito anche e soprattutto dal controllo totalizzante del Porto di Gioia Tauro, dove attraverso una penetrante azione collusiva, gli ‘ndranghetisti riescono a godere di ampi, continui, si direbbe inesauribili, appoggi interni“. E la relazione evidenzia come “il Porto di Gioia Tauro è divenuta la vera porta d’ingresso della cocaina in Italia”. Nel solo periodo di riferimento della relazione (giugno 2012-luglio 2013) quasi la metà della cocaina sequestrata in Italia, circa 1600 chili su circa 3700 complessivi, è stata intercettata a Gioia Tauro.