Messina scende in piazza per difendere il diritto alla mobilità

Stretto-di-MessinaIl diritto alla mobilità non può essere messo in discussione: per questa ragione, su iniziativa di alcune aree del Pd messinese, bisogna scendere in piazza per una mobilitazione generale in antitesi alle decisioni poste in essere da Ferrovie dello Stato. L’idea è di abbracciare associazioni e istituzioni interessante alla battaglia in un grande evento, a prescindere dalle ideologie di base o dalle appartenenze partitiche, per contrastare “un fatto di gravità inaudita che calpesta i diritti costituzionali dei siciliani“. Quattro le richieste da porre all’ordine del giorno: la revoca dei provvedimenti recentemente varati da Fs, l’impegno delle istituzioni a garantire il diritto alla continuità, il superamento di una mera logica di mercato nel quadro di una reale continuità territoriale e maggiori risorse per il servizio Metromare.

Ecco il testo integrale del manifesto:

DIFENDIAMO LA CONTINUITA’ TERRITORIALE, I TRASPORTI NELLO STRETTO, I DIRITTI DEI SICILIANI.

La decisione, assunta ad inizio di febbraio da Ferrovie dello Stato, di sopprimere definitivamente, dal prossimo mese di giugno, tutti i treni che collegano la Sicilia al Continente, lasciando superstiti solo due collegamenti notturni, costituisce un fatto di gravità inaudita, poiché calpesta i diritti costituzionali di mobilità e di continuità territoriale della comunità siciliana, che si vedrebbe preclusa la possibilità di giungere sul territorio continentale con la stessa frequenza e le stesse condizioni di accessibilità al servizio di trasporto che vengono assicurate a tutti i cittadini italiani.

Per l’area dello Stretto, e per Messina, a questo scenario si aggiungeranno ripercussioni sociali ed economiche profondissime: si perderà una nave del servizio pubblico e si ridurrà l’indotto lavorativo nel servizio di trasporto navale e ferroviario, mettendo innegabilmente a rischio il posto di lavoro di 100 lavoratori. Scelte che sono coperte da ipocrite ipotesi di “razionalizzazione” del sistema di trasporto, che – laddove non supportate da concreti investimenti finanziari ed infrastrutturali – restano vane parole, specchietto per le allodole di scelte che concretizzano inesorabilmente il grande disegno di Ferrovie dello Stato, che da anni persegue l’obiettivo di “dismettere lo Stretto”, abbandonando al proprio destino sia i cittadini siciliani che i lavoratori impiegati nell’indotto.

I dati parlano chiaro: i tagli drastici e ingiustificabili previsti ed operati da Ferrovie dello Stato a danno dei servizi di continuità territoriale equivalgono a scavare un fossato sempre più profondo tra la Sicilia ed il resto del Paese. Né, d’altro canto, si può accettare che i soli 30 milioni di euro promessi per il servizio di “MetroMare” dello Stretto (ma ancora non stanziati) siano sufficienti ad assicurare che i tutti i viaggiatori siciliani possano adeguatamente raggiungere la Calabria in tempi certi ed a tutte le ore del giorno.

Contro questo disegno, volto a relegare Messina e la Sicilia ad un ruolo marginale, di periferia dell’impero, mentre a parole si intende da anni rilanciare “l’area integrata dello Stretto” ed altrove, nel Paese, si investono miliardi di euro per raddoppiare linee, rafforzare collegamenti, diffondere l’alta velocità, chiamiamo a raccolta la cittadinanza di Messina ed i cittadini siciliani, tutti. I diritti di mobilità e la continuità territoriale siano uguali per tutti gli italiani.

Chiediamo che “Ferrovie dello Stato” revochi da subito la decisione di sopprimere, a partire dal prossimo giugno, treni e navi impiegati per l’attraversamento dello Stretto, assicurando una continuità territoriale effettiva tra la Sicilia e l’Italia continentale, non mettendo a rischio i posti di lavoro, rafforzando il sistema di trasporto tra le due sponde.

Il trasporto ferroviario sia rilanciato, diventi perno e volano degli scambi commerciali e vettore reale per il rilancio del Turismo siciliano.

Chiediamo al Governo e alla Regione Siciliana l’impegno ad assicurare sempre le risorse finanziarie necessarie affinché le rotte e le linee di trasporto che garantiscono ai siciliani il diritto alla continuità territoriale abbiano le coperture necessarie a garantire efficacemente il servizio di trasporto.

Chiediamo che il Governo e la Regione Siciliana non cadano nella tentazione di ritenere che il trasporto pubblico – diritto costituzionale garantito – debba rientrare necessariamente nella logica del profitto: la continuità territoriale va assicurata con le giuste risorse pubbliche, al netto delle mere logiche di mercato.

Chiediamo che il Governo assicuri le risorse essenziali al potenziamento del servizio “MetroMare” dello Stretto, in maniera duratura e continuativa, lungo l’intero arco della giornata, unico strumento credibile di “integrazione” tra le aree urbane metropolitane di Messina e Reggio Calabria.

Chiamiamo a raccolta la nostra città, e la nostra Regione. Tutte le forze sociali, sindacali, politiche attive sul territorio si organizzino per far fronte comune contro questa decisione irricevibile da parte delle Ferrovie dello Stato, per difendere i nostri diritti di cittadini italiani, per chiedere un servizio di trasporto pubblico efficace, adeguato alle esigenze di mobilita da e per il Continente Non ci rassegneremo a vedere la Sicilia privata dei necessari collegamenti e rigettiamo il ruolo che ha reso la Regione passiva spettatrice di decisioni che la vedono privata di diritti irrinunciabili per tutti i cittadini residenti nella nostra Isola”.