Messina, Porto di Tremestieri. Di Sarcina: serve un dragaggio. Visicaro ironizza: responsabilità chiare

tremestieri 64 “Sembra che adesso  l’approdo di Tremestieri sia improvvisamente rimasto orfano oltre che di padri naturali anche di genitori anagrafici”. E’ serafico il commento del Comitato La Nostra Citta dopo le esternazioni di Accorinti e Pino sulla necessità di fare chiarezza in merito all’ennesimo insabbiamento. “Informiamo i distratti che esiste ampia documentazione e carte sufficienti per definire responsabilità per quanto riguarda la scelta del progetto, l’affidamento dei lavori e la conduzione degli stessi sino al 2008 – fanno sapere dal Comitato –. Dopo il 2008 le responsabilità sono altrettanto chiare e riguardano la gestione tecnica dell’Autorità Portuale nella conduzione dei lavori per l’allungamento del molo di ‘protezione’ che con la realizzazione di quel ‘gancio’ finale ha ottenuto lo scopo scellerato di ritenzione, all’interno dell’area portuale, di tutta la sabbia che le correnti spingono all’interno”.

Lo stesso comitato già il 18 marzo 2014 aveva inviato un telegramma al sindaco e al prefetto di Messina ribadendo “l’urgenza più volte espressa di un intervento risolutivo  a svelare e risolvere l’imbroglio dell’approdo di Tremestieri”. Non arrivarono riscontri.

Intanto, registrata l’emergenza, dall’Autorità Portuale fanno sapere che sarà necessario un nuovo dragaggio. L’approdo, in altri termini, rischia l’ennesimo lungo stop, con tutte le ricadute sulla viabilità cittadina e sulla sicurezza della collettività. Lo ammette a denti stretti il segretario generale dell’Autorità Portuale, Francesco Di Sarcina, il quale evidenzia come non vi siano alternative possibili a Tremestieri. Anzi, secondo lo stesso sarebbe semmai necessario l’auspicato ampliamento, badando alla manutenzione dei fondali per tenere il porto aperto tutto l’anno, a dispetto delle mareggiate. Un intervento infrastrutturale vero e proprio, che richiederebbe tempo e denaro, con buona pace di utenti e contribuenti.