Messina, piano di riequilibrio: il conto alla rovescia e il rischio di un nuovo stop

signorinoApproderà oggi, in Consiglio Comunale, il Piano di Riequilibrio varato dall’Amministrazione Accorinti. O almeno, dovrebbe approdare, salvo clamorosi colpi di scena. Sì, perché secondo quanto trapela da Palazzo Zanca i contratti di servizio dell’Atm e dell’Amam non avrebbero ancora ottenuto il beneplacito del Collegio dei revisori, la qual cosa potrebbe rivelarsi un boomerang per il vice-sindaco Guido Signorino.

Renato Accorinti avrebbe esortato il suo assessore a non indugiare oltre: tra strappi e cuciture, la lunga attesa sta ulteriormente logorando l’immagine della Giunta e il primo cittadino vorrebbe il classico colpo di reni che consenta il rilancio immediato dell’azione amministrativa. Per questa ragione Accorinti spera nel lavoro extra del Collegio presieduto da Dario Zaccone.

I problemi, in tal senso, potrebbero venire dall’Azienda Meridionale Acque Messina, poiché i revisori della partecipata avrebbero mosso rilievi in merito alla puntualità del bilancio. Essi, in particolare, sarebbero poco persuasi dalle linee guida della programmazione che dovrebbe portare la società a risultati virtuosi: poca attenzione ai debiti e scarsa considerazione degli utenti insolventi, queste le accuse principali.

C’è, poi, un nodo politico: il presidente del consesso civico, Emilia Barrile, è pronta ad un nuovo stop, stante le perplessità già esposte in passato da diversi partiti, primo fra tutti il Patto dei Democratici per le Riforme. Insomma, siamo ad un nuovo bivio per l’Amministrazione ed Accorinti vorrebbe evitare d’inserire, ancora una volta, la retromarcia.