Messina: “alla manifestazione contro la smobilitazione di RFI nello Stretto non ha vinto nessuno”

manifestazione vertenza stretto messina (4)“Ieri alla manifestazione contro la smobilitazione di RFI nello Stretto di Messina non ha vinto nessuno. Ha perso, ed ancora una volta, Messina. Dispiace che in tanti ed in un “politichese” arcaico abbiano cercato di dare significati e giustificazioni, di parte, a quanto accaduto ieri. Sabato 14 Febbraio 2015 ha certificato che 40 anni di abbandono e la speranza tradita dell’esperienza Accorinti hanno, forse irrimediabilmente, portato i Messinesi a non credere più a nulla che non sia il proprio personalissimo interesse. Ieri in piazza ed alla marcia c’erano i Sindacati, chi fa Politica ed i “soliti” cittadini. Si intravedeva qualche faccia nuova ma davvero la Città ieri non c’era. Le letture di quanto accaduto anche ieri possono essere molteplici. Si potrà dire che la Città non ha speranze, che i Messinesi sono distratti ed indolenti. Si potrà giudicare con tanto di puzza sotto il naso il livello culturale inadeguato di una cittadinanza abituata all’assistenzialismo, a lagnarsi e ad aspettare che i Politici, o comunque altri, facciamo qualcosa. Ebbene, a nostro avviso, ieri si è assistito ad un urlo, ad una richiesta di aiuto” è quanto afferma in una nota Alessandro Tinaglia di Reset.
“Ieri, perché qualcuno non sembra averlo compreso, forse neanche i più giovani, si è certificata la morte di un modo di fare Politica, di fare Protesta. Ieri a Messina – continua la nota-  per chi vorrà comprenderlo, si è messa la parola FINE ad una stagione lunghissima e devastante, prima che per gli interessi economici, per quelli culturali della nostra Città. Ieri è finita l’era dell’individualismo, della battaglia di parte, delle azioni speculative. Ieri è morta la cultura dell’attesa e se vogliamo nascerà domani quella del FARE. Ieri sono morti e finiti gli alibi, PER TUTTI. IERI ABBIAMO PERSO TUTTI MA ABBIAMO ANCHE VINTO poiché chi c’era, ma anche chi non c’era, ha certificato la fine di qualcosa di indegno, inutile e dannoso PER TUTTI NOI! Ora chi vorrà potrà ripartire, non tutti, e non tutti con la stessa consapevolezza. Noi ripartiremo – conclude- facendo tesoro di quanto accaduto senza analizzare e criticare ma partendo dalla consapevolezza che SOLO STANDO UNITI LA CITTA’ HA UNA PICCOLA POSSIBILITA’ DI FARCELA. SERVE UN ARMISTIZIO! SERVE CHE OGNUNO AMMAINI LA PROPRIA BANDIERA E LA SOSTITUISCA CON QUELLA DELLA CITTA’. SERVE ONESTA’ INTELLETUALE E TANTA TANTA PASSIONE. Domani si riparte”.