Messina, Accorinti all’Ars fotografa i nodi irrisolti delle città metropolitane

Renato Accorinti 02Intervenendo presso la Commissione affari istituzionali ed Enti locali dell’Assemblea regionale Siciliana in merito al DDL riordino Enti territoriali siciliani, il Sindaco, Renato Accorinti, ha ribadito la necessità, già espressa in altre occasioni, di utilizzare questa riforma per andare nella direzione di un effettivo efficientamento delle funzioni attribuite agli enti territoriali, auspicando la nascita di strutture che possano davvero favorire la crescita di tutto il nostro territorio.

Quanto agli aspetti di particolare rilevanza, che meritano però maggiori approfondimenti, Accorinti ha fatto rilevare “la necessità di eliminare dubbi, per quanto concerne le istituende città metropolitane, relativamente ai piani strategici ed ai servizi pubblici locali, che necessitano di essere delineati in maniera più chiara e distinta; altrettanta chiarezza è necessaria in merito alla sostituzione, nelle funzioni speciali, della città metropolitana alle SSR rifiuti ed all’Ato acqua: nessuna discrezionalità deve essere consentita, il rischio che possano nascere doppioni va eliminato sul nascere”.

Di particolare rilievo la richiesta formulata da Accorinti di definire puntualmente la funzione di programmazione dell’utilizzo dei fondi europei, con criteri autonomi rispetto alla regione: si tratta di uno dei passaggi di maggiore rilevanza riguardo le città metropolitane e deve essere posta la massima attenzione sul tema. Ancora troppe lacune si notano, secondo il Sindaco Accorinti, nelle questioni riguardanti l’inquadramento del personale e nelle disposizioni in merito la materia dei fondi incentivanti, che genererebbero, se non chiariti, molti problemi in sede di contrattazione decentrata. Lacunosa appare anche la disciplina che dovrebbe riguardare i segretari generali delle città metropolitane e dei liberi consorzi, che sono figure indispensabili per la direzione organizzativa degli Enti locali per garantire l’efficienza e la legalità. In merito al subentro dell’ente di area vasta nelle passività delle preesistenti province, l’inserimento di una clausola di salvaguardia appare in ogni caso opportuno.

La questione dell’elezione degli organismi di secondo livello è stata particolarmente commentata da Accorinti che ha fatto rilevare i dubbi in merito al sistema di votazione e di assegnazione di un numero di schede maggiore di una, che se mira a garantire il voto ponderato, può diventare facile strumento per sistemi di voto “mascherato” o “depotenziato”. Sempre in tema di governance, Accorinti ha espresso forte contrarietà alla previsione di far coincidere nel sindaco dell’ente locale più rilevante la carica di Sindaco della città metropolitana. A questo proposito ha espressamente dichiarato. “Non è assolutamente pensabile che un sindaco, impegnato senza pausa nella gestione delle innumerevoli problematiche che si affrontano quotidianamente, possa avere assegnato un altro incarico altrettanto rilevante. Il doppio incarico non potrebbe essere svolto con la necessaria disponibilità di tempo ed impegno. Risulterebbe difficile far capire ai cittadini che non si tratti di una scelta esclusivamente legata ad equilibrismi che non rispondono alle necessità del territorio di essere amministrato con la massima attenzione”.

Nel confermare la massima disponibilità ad ulteriori occasioni di confronto, Accorinti ha ricordato l’impegno personale e di tutta l’amministrazione cittadina di andare oltre rispetto la previsione di istituzione della città metropolitana, ritenendo che l’opzione finale a cui Messina deve tendere è la realizzazione dell’Area dello Stretto, un traguardo che rappresenta l’obiettivo di sviluppo economico e culturale di un’intera Comunità e che “stiamo condividendo da tempo anche con i sindaci di Reggio Calabria e Villa San Giovanni”.