Messina, 3 milioni e mezzo: i costi della politica di Palazzo Zanca

palazzo_zanca6_quimessinaCome spende i nostri soldi l’Amministrazione cittadina? E’ una domanda legittima, che in molti devono essersi posti. In tempi di crisi, proprio mentre il Comune affronta lo spettro del dissesto economico – sottoponendo il Piano di Riequilibrio decennale al giudizio severo del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti – viene normale chiedersi quale sia lo stato di salute a livello finanziario di Palazzo Zanca. E dire che le casse sono vuote non basta.

A tale quesito risponde, almeno parzialmente, il nuovo portale del Governo dedicato alle spese degli enti locali. In esso sono indicizzate le principali voci del bilancio, laddove il fine dell’Esecutivo è “promuovere e migliorare l’accesso e la comprensione dei cittadini sui dati della spesa della Pubblica Amministrazione”.

E’ quindi possibile accendere un riflettore sui costi della politica messinese per capire se davvero le istituzioni hanno stretto la cinghia o se, nei meandri dei documenti contabili, si celano cifre da capogiro, discordanti rispetto allo spirito dei tempi.

Il primo dato evidente è che la scure dell’austerità si è abbattuta su Palazzo Zanca. Quasi tutte le voci sottoposte alla nostra attenzione hanno subito una riduzione più o meno sostanziale rispetto all’anno passato. Una scelta obbligata stando ai moniti degli organi di controllo: il rischio insolvenza per l’ente era noto sin dal tramonto dell’Ancien Regime e tuttora si discute se il Comune sia o meno strutturalmente deficitario. Alcune anomalie, però, restano sullo sfondo.

Interessante è il dato relativo al personale di Palazzo Zanca, o meglio a quanti lavorano per il Comune in virtù di un contratto a tempo indeterminato. Per il 2014, fra competenze fisse, indennità accessorie e straordinari, i dipendenti del Municipio sono costati alla collettività 44.346.578,39 euro, spicciolo più spicciolo meno. Di minore impatto (si fa per dire) è il costo dei lavoratori con contratto a tempo determinato: qui la stima è di 6.002.838,48 euro. Ora, sommando algebricamente le due voci arriviamo ad un totale di 50.349.416,87 . Una cifra che fa tremare le vene ai polsi e che fa capire le resistenze ministeriali di fronte al disegno della Giunta volto alla possibile stabilizzazione di 296 precari.

Una batosta arriva, poi, sul fronte delle indennità per i consiglieri e per gli assessori, nonché sui rimborsi spese per gli organi: se nel 2013 la spesa complessiva era stata di 1.827.474 euro, nel 2014 si è sfiorata quota 3,5 milioni. A tanto ammonta il conto presentato dalla classe dirigente. Ciò implica una spesa di  14,30 euro pro-capite, rispetto alla media nazionale prossima aglii 8,40€.