Libia, ambasciatore a Roma: “interessi italia nel paese a rischio”

mappa libia tunisia algeria egitto marocco“Il ruolo equilibrato svolto dall’Italia (in Libia, ndr) potrebbe non piacere ad altre parti che vogliono l’instabilità (del paese, ndr). Da questo può nascere un rischio per l’Italia”. E’ quanto afferma l’ambasciatore libico in Italia, Ahmed Safar, in un’intervista ad Aki-Adnkronos International sui pericoli per le nostre attività economiche in Libia alla luce della recente avanzata dei jihadisti dello Stato islamico (Is). “L’Italia ha mantenuto equilibrio nelle sue relazioni con le parti in Libia. Questa politica saggia e rappresentata dall’ambasciatore Giuseppe Buccino ha creato legami di fiducia tra l’Italia e i soggetti politici – aggiunge Safar – Abbiamo apprezzato che l’ambasciata italiana sia stata l’ultima a restare aperta in Libia”. “Ci sono comunque timori che qualcuno possa creare per motivi tattici dei rischi per l’Italia – conclude l’ambasciatore – Bisogna essere molto attenti a valutare ogni mossa che può essere presa contro l’Italia”. “Se fosse confermato l’intervento di una forza aerea non libica questo sarebbe da condannare come un atto ostile”. Lo afferma l’ambasciatore libico in Italia, Ahmed Safar in un’intervista ad Aki-Adnkronos International sui raid condotti dall’Egitto contro obiettivi dello Stato islamico (Is) in Libia. “Le autorità prenderanno provvedimenti che riterranno opportuni, ma la domanda è come si comporterà il popolo libico davanti a un intervento che è al di fuori della legalità internazionale”, dichiara Safar, secondo cui alcuni attori regionali potrebbero sfruttare “la lotta al terrorismo come un pretesto per intervenire sul suolo libico”. In precedenza anche il Congresso nazionale libico, ovvero il Parlamento sostenuto dalle milizie islamiche a Tripoli, aveva condannato i raid condotti dall’aeronautica egiziana contro obiettivi dell’Is. Si tratta di una ”aggressione alla sovranità nazionale”, ha detto un rappresentante del Parlamento islamico citato dall’emittente al-Jazeera.