Lettera a StrettoWeb di alcuni imprenditori reggini delle slot machine

slot-machineLettera aperta a StrettoWeb di alcuni imprenditori reggini operanti nel campo delle slot machine e dei videogames:

 Spett.le Redazione,
siamo un gruppo di piccoli imprenditori reggini, che desidera mettere al corrente tutti della condizione dissennata che ci troviamo ad affrontare a causa della nuova legge di stabilità. Lavoriamo nel settore dei videogames e slot machine, già fortemente in difficoltà per diversi motivi (in primis la crisi economica, ma anche l’avanzata irrefrenabile del gioco d’azzardo illecito), ed anche se concorrenti, abbiamo deciso di costituire un’associazione poiché la nostra indignazione è unanime: di recente, una riunione della Commissione Bilancio di Palazzo Madama ha cambiato le sorti delle nostre attività e di conseguenza delle nostre vite; il testo della nuova Legge di Stabilità sancisce che vengano stanziati 500 milioni di euro annui ricavati dalla gestione degli apparecchi da intrattenimento (quelli da noi trattati), il problema è che la ripartizione di tale somma è stata applicata in maniera assolutamente iniqua oltre che illegittima: l’attuazione di tale imposta obbligatoria è stata infatti applicata e comunicata tramite e-mail il giorno 31 dicembre intorno alle ore 20:00 (orario in cui ovviamente i nostri uffici sono già chiusi), in questa mail si informava che l’imposta sarebbe stata applicata automaticamente a tutte le macchine che sarebbero risultate collegate a decorrere proprio dal 31 dicembre e calcolata successivamente sulla base di tale numero. A distanza di pochi giorni, un’altra mail ci comunica la somma annua da versare per mantenere una posizione regolare, in aggiunta ai 150,00€ per l’iscrizione all’elenco soggetti AAMS. Eseguendo distinti bilanci aziendali, ci siamo resi immediatamente conto che i nostri incassi non risultano sufficienti per coprire tale somma, dalla quale tra l’altro si dovrebbero ricavare le quote di gestione aziendale (affitti, dipendenti, tasse, bollette ecc…) ed ottenere il guadagno necessario per sostentare noi e le nostre famiglie. Scriviamo diverse mail di protesta ai concessionari ed alle più alte cariche dello Stato e dei Monopoli, facendo presente quanto sopradetto, ma si dimostrano tutti sordi. Noi non pretendiamo elemosina, vorremmo solo che le tasse venissero applicate in maniera equa per permettere a tutti di pagarle, che siano calcolate sulla base dei guadagni della singola azienda, non in base alle necessità erariali, non si può totalizzare in un unico conteggio grossi imprenditori che vantano il possesso di migliaia di macchine, con piccole aziende come le nostre che ne contano una cinquantina al massimo, è ovvio che il divario risulti sproporzionato. Noi vorremmo solo continuare ad esercitare il nostro lavoro per appagare le necessità delle nostre famiglie, schierandoci, come abbiamo sempre fatto, dalla parte della legalità, purtroppo però stiamo prendendo atto che questo schieramento ha un prezzo materialmente troppo gravoso da sostenere.
Distinti Saluti
I membri dell’associazione ASTEROK