Lamezia Terme: si commemora Armando Scarpino, uomo e politico esemplare

Impegnato politicamente, ma anche socialmente, si è sempre schierato per il bene della sua terra

Scarpino A (8)Il 20 Febbraio del 1976 veniva a mancare a Roma il Prof. Sen. Armando Scarpino. La figura di Armando Scarpino occupa sicuramente un posto particolare nel panorama politico lametino e non solo. Ordinario di Lettere Classiche, Armando Scarpino, più volte Consigliere Comunale, fu eletto con il P.C.I. la prima volta al Senato della Repubblica nel 1963 (IV Legislatura) e una seconda volta nel 1972 (VI Legislatura), anno in cui fu anche eletta, sempre nelle file del P.C.I., la Prof.ssa Graziella Riga alla Camera dei Deputati. L’attività parlamentare di Armando Scarpino è stata intensissima, ma non fece mai mancare il suo apporto alla sua terra che amava moltissimo. Schierandosi sempre dalla parte dei più deboli, Scarpino si spese intensamente per l’occupazione delle terre del latifondo, per la lotta contro l’analfabetizzazione, per il diritto al lavoro, allo studio, alla salute. Fu membro del C.D.A. dell’Ospedale Civile di Lamezia Terme, durante la Presidenza Tomaino, e, anche se unico rappresentante del P.C.I., contribuì molto alla funzionamento della sanità a Lamezia Terme e del suo circondario non solo nel miglioramento dell’Ospedale Civile ma fortemente volendo e ottenendo la realizzazione dell’Unità Coronarica e del Nuovo Ospedale, i cui lavori dopo la sua morte si arrestarono per diversi anni.

Questo è indicativo della figura di Armando Scarpino riguardo l’interesse politico per la tutela, in questo caso sanitaria, del proprio territorio, mentre la risposta alla domanda del perché i lavori di costruzione dell’Ospedale Nuovo si interruppero è da ricercare, con molta probabilità, nell’operato della classe politica dopo la sua prematura morte.
Con i Primari dell’epoca Ardito, Borelli, Borrello, Frasca, Giraldi, D. Menniti, V. Menniti, Notaro, Virgillo, veri caposcuola della nostra sanità, e con il Presidente Aldo Tomaino, nonostante le differenze di orientamento partitico con la gran parte dei quali, Armando Scarpino aveva obiettivi comuni e concreti per garantire una seria sanità a tutti. Questo per sottolineare l’involuzione dell’approccio politico odierno rispetto a quello di allora, in particolare sulla sanità, i cui risultati si possono toccare con mano.
Particolare stima ha nutrito per Armando Scarpino anche il Sindaco di allora Vittorio Esposito (DC).
Attento alle diverse problematiche di tutte la classi lavoratrici, Armando Scarpino analizzando il triennale Corso di Studi dell’ISEF – ricordiamo che la moglie del Sen. Scarpino, la Prof.ssa Albertina Barilaro è stata insegnante di Educazione Fisica nella Scuola Pubblica nonché fondatrice e attuale Presidente dell’A.P.D. Gascal di Lamezia Terme, che lo scorso anno ha raggiunto i 50 Anni di ininterrotta affiliazione ed attività agonistica con la Federazione Ginnastica d’Italia (F.G.I.) – propose di portare a quattro gli anni di corso con laurea, al fine di aumentarne le competenze e la dignità accademica. Armando Scarpino aveva, già da allora, intuito la necessità di modificare un così importante corso di studi per la responsabilità e la salvaguardia della salute, oltre che per la pratica sportiva a tutti i livelli, anticipando, di fatto, ciò che sarebbe avvenuto in seguito con l’attuale Corso in Scienze Motorie.
Armando Scarpino era uomo di grande cultura, specchiata onestà, profonda umanità e capace di uno sguardo politico molto ampio. La sua convinzione che il P.C.I. dovesse aprirsi al mondo cattolico e le sue varie critiche ai non pochi errori nei paesi oltre cortina ne dimostrano sicuramente alcune tra le tante intuizioni.
E’ stato molto amato dai suoi studenti, con cui aveva un rapporto assolutamente aperto e poco dogmatico, e molto stimato anche dai suoi avversari politici. Tra i ricordi dei suoi studenti vogliamo ricordare quello molto intenso del compianto Notaio Gennaro Anania. Armando Scarpino aveva la capacità di interloquire sia con il bracciante agricolo, per capirne le problematiche lavorative, sia con il docente universitario o con il ministro della Pubblica Istruzione per intervenire sulle inevitabili riforme dell’istituzione scolastica.
Sempre attento ad ascoltare, mai invadendo prima del tempo il campo dell’interlocutore, replicava alcune volte in maniera ironica altre volte in maniera vigorosa su questioni di principio e di tutela delle classi più deboli. Non deve meravigliare che il Sen. Scarpino portasse personalmente i viveri ai lavoratori della S.I.R. che avevano perso il lavoro e nemmeno che distribuisse “L’Unità’” personalmente sul Corso Numistrano.
Per chi lo ricorda era ed è a tutt’oggi semplicemente “Armando”, capace di avversare con coraggio e determinazione in Senato chi si opponesse a garantire i diritti dei più deboli, fosse quello allo studio o alla salute. Il Ministro alla Pubblica Istruzione Franca Falcucci (DC) gli dedicò un grande elogio.
Armando Scarpino era tante cose ed insieme a lui è doveroso ricordare chi gli è stato vicino ma anche quegli avversari che, in una corretta e rispettosa dialettica, hanno contribuito al riscatto della nostra terra. Si spense a Roma il 20 Febbraio del 1976 dopo una seduta al Senato, aveva appena compiuto 54 anni il 12 Febbraio. Anche se, come diceva, era un po’ stanco non avrebbe mai potuto mancare ad un appuntamento parlamentare che riguardava il rapporto con la DC di Aldo Moro. Di fatto si trattava di un nuovo futuro per il nostro paese. Il resto della storia è ben noto.
Il raffronto con la politica attuale è inevitabile, lasciando piena libertà ad ogni riflessione. Oggi siamo così lontani dallo spessore culturale, dalla sensibilità nell’ ascoltare, dall’onestà intellettuale e dal coraggio di affontare i problemi propri di Armando Scarpino per cui, e per altri di quella generazione, la politica era strumento per migliorare le condizioni di tutti e non volano per i propri interessi. Qualche volta per capire cosa dobbiamo affrontare può forse servire guardare con più umiltà a ciò che è stato.