Il poker e la Guerra di Secessione Americana

Il-poker-e-la-Guerra-di-Secessione-AmericanaVerso la seconda metà dell’Ottocento, il poker era già molto popolare negli Stati Uniti d’America, dove veniva praticato sia privatamente che in sale pubbliche, che si chiamavano casinò, ma senza l’accento sulla o.

Nei casino degli stati del Sud potevano giocare solo i bianchi.

Mentre ai negri, che erano considerati schiavi, era consentito fare esclusivamente i dealer e, per giunta, senza retribuzione.

I casino del Sud, visto che i dealer non erano pagati, avevano costi di gestione molto bassi, e facevano quindi la concorrenza a quelli del nord, grazie ad una politica di bassi rake[1], di molto inferiori a quelli praticati negli stati nordisti.

Nel Nord cresceva il malcontento generale per quella che era considerata una concorrenza sleale; contemporaneamente, al Sud s’infiammava la protesta dei negri, che volevano giocare anch’essi e non fare più semplicemente i dealer.

Fu così che scoppiò una cruenta guerra, detta di Secessione.

Alla fine vinse il Nord.

I negri, per la verità, continuarono in seguito a fare solo i dealer, ma almeno, da quel momento, cominciarono ad essere retribuiti.


 [1]rake: la percentuale sulle giocate trattenute dagli organizzatori

Saverio Spinelli