Il cavaliere e la rivoluzione

berlusconi-regime-totalitariodi Kirieleyson – Certe persone credono di essere indispensabili – e ciò al fine di giustificare a se stessi le proprie azioni.

Altre persone, invece,  vorrebbero far credere di essere indispensabili – e ciò  al fine di poter fare (o di poter continuare a fare) i propri comodi.

Alla prima categoria appartenne quasi certamente Luigi XV, monarca assoluto, cui viene attribuita la celeberrima frase “dopo di me il diluvio”  quasi a voler mettere in guardia i sudditi dalle conseguenze dello sconvolgimento dell’ordine costituito, che era già nell’aria.

Alla seconda categoria appartiene, con altrettante probabilità,  il Cavaliere  Nazionale, monarca mancato che, con la sua ultima profezia “se mi arrestano ci sarà la rivoluzione”, coltiva la speranza di incutere nella gente la prospettiva  di  apocalittici scenari al verificarsi di una eventualità che sarebbe invece ritenuta “normale” in qualsiasi paese del mondo civile, quale conseguenza di  una sentenza.

Sappiamo tutti che, alle parole di Luigi XV, la gente non fece caso.

Così come oggi la gente pare non stia tenendo in gran conto la profezia del Cavaliere.

Appare infatti alquanto difficile immaginare migliaia di pullman carichi di comparse mandati allo sbaraglio, contro magistrati, giornalisti e comunisti,   al grido di Forza Silvio!