Emergenza Libia, il ministro Gentiloni: “sul dramma degli sbarchi l’Italia non si volta dall’altra parte”

LaPresse/Fabio Cimaglia

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L’aggravarsi dell’emergenza terrorismo in Libia ha portato a un notevole incremento dei flussi migratori verso l’Italia, in aumento del 59% in questo primo mese e mezzo del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014, che non erano dunque provocati da “Mare Nostrum”. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che ha rinnovato la richiesta all’Ue di investire a riguardo maggiori risorse ma ha ribadito che l’Italia “non può voltarsi dall’altra parte” sul dramma degli sbarchi.
“Il deterioramento della situazione sul terreno e la crescente minaccia terroristica porta anche all’aggravarsi del dramma delle migliaia di persone che fuggono via mare sui barconi verso le nostre coste”, ha ricordato il capo della diplomazia alla Camera durante l’informativa urgente del governo sui recenti sviluppi della situazione in Libia, “In proposito i dati a disposizione sono molto chiari e diocono che il numero degli sbarchi è molto aumentato rispetto allo scorso anno: dal 1 gennaio a metà febbraio sono infatti arrivate nel nostro Paese 5.302 persone, mentre nello stesso periodo dello scorso anno gli sbarchi erano stati 3.338. Non era dunque Mare Nostrum ad attirare i migranti, bensì il dramma delle aree di crisi su cui speculano, nel vuoto istituzionale libico, bande criminali assai agguerrite”.
Di fronte “alla crescita dell’onda migratoria, una cosa è certa”, ha chiarito il titolare della Farnesina, “Non possiamo voltarci dall’altra parte, lasciando i migranti al loro destino.
Non possiamo farlo, non sarebbe degno dell’umanità e della civiltà che hanno fatto grande l’Italia. Dobbiamo piuttosto batterci per contrastare le cause delle migrazioni nei Paesi di origine e di transito e dobbiamo rafforzare sensibilmente Triton per adeguarla alla realtà di un fenomeno di scala enorme”. A questo proposito, ha ricordato Gentiloni, “ho inviato due o tre giorni fa una lettera all’Alto rappresentante dell’Ue (Federica) Mogherini, al vice presidente (Frans) Timmermans e ai sei altri commissari della commissione Juncker, in cui ho chiesto a nome del governo italiano che l’Ue faccia molto di più in termini di risorse finanziarie e disponibilità di mezzi aeronavali”. “Per rispondere con efficacia a questa emergenza, considerando, lo ripeto, che a oggi, dall’inizio dell’anno, gli sbarchi sono aumentati del 59% rispetto al 2014″, ha concluso il ministro degli Esteri italiano, “L’Europa una è superpotenza economica e una superpotenza economica come l’Unione Europea può andare oltre i 50 milioni l’anno che oggi vengono spesi per fronteggiare una simile emergenza”.