Emergenza Libia, il governo Renzi dice “no” all’intervento: “unica soluzione è diplomazia”

LaPresse/Fabio Cimaglia

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“L’unica soluzione” alla crisi libica “e’ quella politica”, dice Paolo Gentiloni riferendo alla Camera, in un intervento che sottolinea l’importanza dell’azione diplomatica. “L’Italia- ha spiegato in tal senso il ministro- ha deciso, sin dal primo momento di sostenere senza sosta lo sforzo di mediazione delle Nazioni unite” in Libia, condotto dall’inviato speciale Bernardino Leo’n. Dopo le due sessioni di dialogo a Ginevra, ha detto Gentiloni “l’incontro di Ghadames dell’11 febbraio scorso, ha visto la partecipazione per la prima volta del governo di Tripoli. È stato un passo nella direzione giusta, e ci siamo arrivati con grande impegno”. Gentiloni ha spiegato che l’Italia “e’ in prima fila di fronte al terrorismo. E questo non e’ l’annuncio di avventure ne’ tantomeno di crociate. E’ quello che stiamo facendo nella coalizione militare anti-Isis. E’ il modo in cui un Paese civile risponde alla barbarie”. La situazione in Libia presenta un “grave deterioramento del quadro di sicurezza. E’ evidente il rischio di saldatura tra gruppi locali e Isis”, aggiunge il ministro che spiega come “il tempo non sia infinito” e che serve, da parte della comunita’ internazionale, “un cambio di passo prima che sia troppo tardi”. “L’Italia- ha aggiunto il ministro degli Esteri- e’ pronta ad assumersi responsabilita’ di primo piano: e’ pronta al monitoraggio del cessate il fuoco, al mantenimento della pace, a lavorare per la riabilitazione delle infrastrutture, per l’addestramento militare in un quadro di integrazione con l’esercito regolare, siamo pronti a curare e sanare le ferite della guerra e siamo pronti a riprendere il vasto programma di cooperazione con la Libia”. Gentiloni si e’ soffermato anche sull’emergenza sbarchi. “Il numero degli sbarchi e’ molto aumentato rispetto allo scorso anno. Dal primo gennaio a meta’ febbraio- ha spiegato- sono sbarcate 5302 persone. Mentre nello stesso periodo dello scorso anno gli sbarchi erano stati 3338. Non era quindi Mare nostrum ad attirare gli sbarchi”. “Ad oggi dall’inizio dell’anno- ha detto Gentiloni- gli sbarchi sono aumentati del 50 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Di fronte a questa tragedia, osserva, “non possiamo voltarci dall’altra parte lasciando i migranti al loro destino. Non sarebbe degno della civilta’ che ha fatto grande l’Italia”.