Calabria, settore della Pesca sempre più in crisi: l’impegno della Regione per i “piani di gestione”

pescaIl Coordinamento regionale di Lega Pesca Calabria apprezza la sollecita e pronta iniziativa della Cooperazione della Pesca calabrese che facendosi interprete del disagio e della crescente tensione che si registra sui due litorali regionali, ancora una volta, ha rappresentato nell’incontro avuto con il dirigente pesca della Regione la grave crisi che attraversa il settore della pesca in Calabria. Il comparto ittico regionale – dichiara Salvatore Martilotti, Responsabile regionale di Lega Pesca/Legacoop Calabria  -  è ormai allo stremo a causa di una crisi pesantissima. Le vicende di questi ultimi giorni legate alle “pesche tradizionali” sono solo la punta dell’iceberg di una pesantissima crisi produttiva, socio-economica ed occupazionale del settore calabrese. Alle ripercussioni già pesantissime della crisi economica in atto si sommano gli effetti del tendenziale calo delle catture in questa stagione per l’interdizione prevista dalla normativa comunitaria alle “pesche tradizionali”, che in Calabria impegnano circa il 70% della flotta regionale. Il dirigente della Pesca della Regione, dott. Cosimo Carmelo Caridi, in sintonia con il direttore del Dipartimento Ing. Carmelo Salvino, ha rassicurato i rappresentati del Coordinamento Pesca Calabria dell’Alleanza delle Cooperative Italiane dell’impegno costante della Regione per dare soluzione alle emergenze in atto, ma anche avviare il monitoraggio dei due piani di gestione insieme alle misure di accompagnamento. Al momento, tuttavia, i Piani di Gestione, sono in fase di approvazione da parte del MIPAAF. Pur apprezzando l’impegno della Regione, -  continua il Responsabile di Lega Pesca/Legacoop Calabria, Salvatore Martilotti ,  per far uscire il settore dalla marginalità, renderlo coerente con i principi comunitari, tutelare l’economia delle micro-imprese a conduzione famigliare, difendere l’occupazione, assicurare la sostenibilità dell’attività, è urgente, in questa ultima fase di operatività del FEP, non solo rimuovere gli “ostacoli” per far decollare il monitoraggio dei due Piani di Gestione dei litorali ionico e tirreno della Calabria e le “misure di accompagnamento” con i piani sperimentali per la pesca del rossetto e del cicerello, ma è anche prioritario avviare la necessaria verifica sulla consistenza delle risorse dei molluschi bivalvi che potrebbero rappresentare una grande opportunità per “diversificare” l’attività dei pescatori calabresi. Così come non è più rinviabile la richiesta, avanzata da più tempo, della  dichiarazione dello stato di crisi del settore  da parte della Regione Calabria per agevolare l’attivazione di misure di sostegno ai pescatori, ma è anche urgente  riposizionare il ruolo e la funzione del settore della pesca  nei Gruppi di Azione Costiera calabresi. La filiera ittica – conclude il Responsabile regionale di Lega Pesca/Legacoop Calabria -  può e deve riacquistare centralità puntando a  diversificare sempre più  l’attività di cattura con azioni intersettoriali, ma  è anche  necessario che l’azione sia orientata ad una stretta sinergia con le forze sociali ed economiche del settore , in vista degli obiettivi fissati dalla nuova Politica Comune della Pesca e dal suo nuovo strumento finanziario FEAMP.