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Sicilia, il boss Provenzano era protetto da uno sbirro

FILES ITALY MAFIA PROVENZANO “Provenzano non aveva alcuna paura di essere arrestato. Mi disse che in realtà non lo cercava nessuno perché a proteggerlo era un potente dell’Arma e aggiunse ‘meglio uno sbirro amico che un amico sbirro'”. Lo ha detto il pentito Stefano Lo Verso, deponendo al quarto processo per la strage di via D’Amelio costata la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta. Il boss, che si sarebbe nascosto per mesi nella casa della suocera di Lo Verso, avrebbe inoltre aggiunto che anche se era stato arrestato Michele Aiello, imprenditore coinvolto nell’inchiesta sulle cosiddette talpe alla Dda di Palermo, lui era garantito da Cuffaro. “I latitanti li prendono solo se glieli indicano”, avrebbe confidato Provenzano a Lo Verso, aggiungendo di avere paura di essere tradito e non delle indagini.