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Regione Calabria: situazione insostenibile per 300 lavoratori precari

Un migliaio di lavoratori precari e percettori di ammortizzatori sociali bloccano a Villa San Giovanni gli imbarcaderi dei traghettiprivati, interrompendo i collegamenti per la Sicilia,il 16 ottobre 2014. ANSA/FRANCO CUFARI“Con la presente si informa Presidente Oliverio della situazione paradossale e ai limiti della sopportazione che vivono 300 lavoratori precari e le loro famiglie oramai da diverso tempo”. Siamo circa 300 precari – scrivono in una nota- della Regione Calabria da oltre 15 anni, impegnati in attività di vitale importanza negli Uffici regionali e negli Enti Pubblici presso cui lavoriamo. Abbiamo acquisito importanti professionalità e competenze che vengono continuamente calpestate. Da Gennaio del 2010, attraverso la Società in house “Calabria Lavoro”, abbiamo lavorato con contratti a progetto senza avere né continuità lavorativa né puntualità nei pagamenti degli stipendi (passavano anche mesi prima di percepire qualche spettanza). Il comportamento di Calabria Lavoro è sempre stato di netta chiusura e molto spesso di arroganza. Finalmente, dopo lunghe lotte e sofferenze, nel febbraio del 2014 siamo stati “giustamente” inclusi nella legge Regionale n° 1/2014 insieme al bacino dei lavoratori LPU/LSU (una più nota vicenda regionale e nazionale). Questa legge dovrebbe favorire il superamento del precariato di cui al D.L. 31 agosto 2013, n. 101 convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125. Abbiamo firmato un contratto a tempo determinato part – time a 18 ore, con la suddetta Società in house fino al 31/12/2016. Dobbiamo registrare tuttavia che, pur continuando a lavorare con dedizione e abnegazione, continuiamo a essere dimenticati e calpestati nei diritti e nella dignità, i fondi destinati ai nostri stipendi nel capitolo di Bilancio Regionale non si trovano mai o “spariscono” misteriosamente e per questo rimaniamo quasi sempre senza stipendio con ritardi che si accumulano di mese in mese! Senza alcuna forma di retorica, molti di noi hanno difficoltà perfino a dare il latte mattutino ai loro figli… Intanto assistiamo a “stabilizzazioni singolari” nella Regione stessa di dipendenti esterni (Calabria Verde, Amministrazioni Provinciali, ecc.)… tutta gente che ha già un lavoro a tempo indeterminato. Per non parlare delle recenti e altrettanto sospette stabilizzazioni di 200 persone all’Asp di Cosenza, quando noi, lo ripetiamo, siamo precari da oltre 15 anni nell’Ente Regione! E la nostra situazione? Per i figli di Nessuno perché non si prendono posizioni per risolvere una vertenza che si trascina oramai da anni? Gentile Presidente Oliverio, abbiamo delle domande insieme a delle proposte da condividere con Lei: – perché il nostro problema non è segnalato ed è (volutamente o no) dimenticato? – perché non prevedere ORA un percorso di effettiva stabilizzazione regionale con un incremento delle ore di lavoro e con la prospettiva di un inserimento nella pianta organica della Regione Calabria considerato che ci saranno diverse finestre di pensionamento nei prossimi 2 anni? – perché tenerci ancorati a un’azienda in House (Calabria Lavoro) quando è concretamente possibile una gestione diretta che produrrebbe un risparmio di risorse da destinare, magari, a un aumento delle ore lavorative? Per tutti questi motivi, per avere risposte concrete e veritiere, manifesteremo venerdì 9 gennaio 2015 alle ore 10:00 in Via Lucrezia della Valle presso il Dip. Lavoro a Catanzaro. Chiediamo, infine, un incontro diretto con Lei Presidente, al fine di chiarire al più presto la nostra situazione e avere da Lei delle certezze in merito alla nostra vertenza!”