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Reggio: domani la consegna di una “casa” per i meno fortunati

immigrati reggio 07Avranno un papà e una mamma, quei minorenni che hanno rischiato la vita attraversando il mare su imbarcazioni di fortuna. In un contesto di tipo familiare, questi bambini verranno aiutati a integrarsi nelle scuole, e troveranno proposte di formazione professionale, grazie alla casa costruita dal Commissariato Arcivescovile e che verrà consegnata alla comunità Papa Giovanni XXIII dalla Diocesi di Reggio Calabria – Bova, dove ci saranno dei locali appositamente pensati per le situazioni di vulnerabilità (donne incinte, feriti, persone trafficate). A consegnare ufficialmente la struttura sarà Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, domani, con una cerimonia alle 11, in via Vespucci 5 a Reggio Calabria, alla presenza fra gli altri dell’arcivescovo emerito Monsignor Luigi Mondello, del sindaco Giuseppe Falcomatà, del presidente della Provincia, Giuseppe Raffa e del capogabinetto della Prefettura, Daniela Lupo. “È questo che ci distingue, la presenza di figure genitoriali di riferimento, nelle nostre accoglienze. In particolare a Reggio Calabria una quindicina di ragazzini, in fuga dal proprio Paese, costituiranno una famiglia allargata di circa una ventina di persone“. Spiega Giovanni Fortugno, animatore generale del servizio immigrazioni della comunità Papa Giovanni XXIII. A quest’ultimo fa eco Giovanni Paolo Ramonda, responsabile Generale della Comunità: “Un’accoglienza di tipo familiare garantisce ai minori accolti possibilità di maturazione grazie alla formazione di relazioni stabili, affettivamente significative, uniche e personalizzate. Le nostre case sono caratterizzate da modalità di condivisione adeguate alle esigenze delle diverse età e del livello di maturazione di ciascun soggetto“.  In tutta Italia 750 cittadini stranieri sono stati accolti nelle pronte accoglienze della Comunità nell’ultimo anno, 558 sono stati gli ospiti di unità residenziali. In questo momento a questi numeri si aggiungono circa un centinaio di richiedenti asilo. La Comunità Papa Giovanni XXIII è presente nel reggino dal 1993: vi sono 3 case famiglia, guidate da coppie di sposi, che accolgono complessivamente circa 30 persone tra ragazzi, adulti e disabili, una cooperativa sociale, un centro di aggregazione per minori. Numerosi sono gli accolti di cittadinanza straniera. Il Coordinamento Ecclesiale ‘Emergenza sbarchi’ della Diocesi di Reggio Calabria Bova (Caritas Diocesana, Migrantes, Comunità Papa Giovanni XXIII, Masci, Agesci, Cvx, Comunità di Sant’Egidio, Padri e Suore Scalabriniani) garantisce il sostegno alla persona nei momenti dello sbarco e nelle strutture di primo soccorso. Il coordinamento è intervenuto in collaborazione con Unhcr e Oim a seguito della denuncia del traffico di ragazze per sfruttamento sessuale e di minori a rischio per il traffico di organi. Nell’ultimo anno sono stati 1.053 i minori stranieri non accompagnati segnalati, di questi circa 800 hanno trovato una prima collocazione in strutture di accoglienza, ma di circa metà si sono perse le tracce.