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Palermo: la “Buttanissima Sicilia” di Buttafuoco al Biondo

Debutta domani, alle 21.30 al teatro Biondo, “Buttanissima Sicilia” che trae ispirazione dell’omonimo libro dello scrittore Pietrangelo Buttafuoco, autore anche della piece teatrale, che in poco più di 200 pagine riesce a raccontare le scomode verità di un sistema politico empio e rovinoso, di una Sicilia mendicante e bisognosa. Un teatro dell’assurdo che si regge su rime baciate, vastasate, duelli verbali e ballate disfattiste, e che rievoca le gesta dei pupi di farsa, che qui descrivono il Parlamento siciliano come una giostra immaginaria di Giufà pittoreschi dalla carriera sgargiante e contraddittoria, con le stesse finte promesse di sempre. Salvo Piparo, attore e interprete, immagina un fantomatico museo delle cere, popolato da alcuni dei personaggi più rappresentativi della disfatta siciliana: Mastro Don Gesualdo, il cattivo notorio Totò Vasa Vasa, ma anche il cattivissimo, tutto da conoscere, il Vantone, splendido come un’idea brillante Monsier Pappagone, circondato da brave monachine che fanno il digiuno della politica. A tutto questo si aggiunge una piccola finestra rivolta al mondo del “pititto”, quella fame bisognosa che ci riporta alle cose necessarie e alla fierezza di riuscire a sopravvivere nonostante tutto.
Costanza Licata e Rosemary Enea sono le compagne di viaggio dell’intero spettacolo, che raccontano in musica e canzone il testo di Buttafuoco. Ad intersecare tutte le storie vi è la rivisitazione di una figura straordinaria, poetica e mai superata, quella di Peppe Schiera, che trae le sue strofe dall’omonima opera teatrale scritta da Salvo Licata. Il finale è un omaggio alla Sicilia che se ne va, scritto dal duo Ficarra e Picone