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Messina, regolamento Cosap: la preoccupazione dei commercianti. Picciotto: rischio licenziamenti

ConfcommercioIl percorso è stato tracciato, adesso si attendono gli sviluppi che si materializzeranno nelle prossime settimane. Ieri pomeriggio, nella sede della Confcommercio Messina, il presidente Carmelo Picciotto e il direttore generale, Caterina Mendolia, hanno accolto le istanze di una decina di commercianti. Al centro dell’incontro, l’ormai annosa questione del regolamento Cosap sull’occupazione del suolo pubblico. Una riunione fruttuosa, durante la quale è stato posto l’accento su quelle criticità legate al regolamento che potrebbero avere una forte ricaduta sul fronte occupazionale. Dal confronto, a cui hanno partecipato anche alcuni esponenti dell’Ente Bilaterale, sono emerse le carenze fondamentali del regolamento. A partire dalle cifre relative ai canoni, che, in rapporto ad altri contesti urbani simili a quello messinese, sono nettamente livellate verso l’alto. Nella zona della Valle dei Templi, per fare qualche esempio, i canoni di concessione sono 8 volte più bassi di quelli imposti dal regolamento Cosap di Palazzo Zanca. Inoltre, nel caso in cui l’esercizio commerciale palesi un eventuale ritardo sul pagamento dell`occupazione del suolo, le sanzioni previste prevedono il raddoppio della cifra iniziale che già, come emerge dall’incrocio dei dati relativi ad altri capoluoghi di provincia, appare oggettivamente eccessiva, soprattutto in rapporto al delicatissimo periodo di avvitamento recessivo. A queste difficoltà, se ne aggiunge un’altra: ai commercianti non è offerta la possibilità di ottenere un’eventuale rateizzazione del debito con il Comune.

Le sanzioni prevedano, peraltro, a fronte di un’eventuale impossibilità da parte del commerciante di regolarizzare la propria posizione con Palazzo Zanca, il ritiro della licenza: anche questo aspetto non ha precedenti in altre realtà urbane. “Se si continua su questo solco – dice a margine dell`incontro Carmelo Picciotto – gli esercenti non possono far altro che licenziare, considerando anche il fatto che, in un periodo di crisi economica, non è pensabile l’ipotesi di aumentare i prezzi al consumo. Peraltro i vessati – continua il numero uno di Confcommercio – sono quelli che hanno sempre pagato, cioè coloro che usufruiscono di concessioni permanenti. Nella altre città, invece, chi ottiene la concessione dell’occupazione del suolo pubblico non in via provvisoria, può usufruire, al contrario, di uno sgravio notevole sul canone di concessione. C’è molta preoccupazione da parte dei commercianti. Una preoccupazione – conclude Carmelo Picciotto – su cui aleggia lo spettro di una forte ricaduta sul fronte occupazionale. In un contesto come il nostro, se non sono i commercianti a creare i presupposti per offrire sbocchi lavorativi, non si capisce dove la gente debba andare a cercare lavoro. Bisogna fare i conti con la realtà, in modo pragmatico: in una città che vive di commercio, è auspicabile che le istituzioni creino le condizioni per supportare gli esercenti il più possibile».