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Polistena (RC): Renzi vuol dividere i lavoratori, il sindaco non ci sta

L’Amministrazione Comunale di Polistena (RC) giudica offensiva nei confronti dei lavoratori e degli enti utilizzatori di LSU-LPU, la circolare diramata nella tarda serata di venerdì 28 novembre dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in merito alla contrattualizzazione a tempo determinato degli stessi lavoratori.” E’ quanto si apprende da una nota che riportiamo integralmente.

Gli annunci e i trionfalismi della vigilia sono smentiti dai fatti. Avevamo rappresentato dinanzi a tutti i Sindaci ed alle organizzazioni sindacali, nella riunione tecnica tenuta in Prefettura mercoledì 26 Novembre, perplessità e critiche circa l’operato del Ministero, che sono rimaste inascoltate, anzi hanno trovato una netta chiusura. Al momento le norme vigenti non sono del tutto derogate e sono da ostacolo ad eventuali percorsi di stabilizzazione dei lavoratori negli Enti.”

“Inoltre la volontà espressa dai Sindaci di contrattualizzare a tempo determinato per tre anni TUTTI i lavoratori del bacino, è stata mortificata dalla successiva e nuova prescrizione delle linee-guida del Ministero, che ha vincolato la stipula di nuovi contratti a termine nella misura del 20% dei dipendenti già assunti a tempo indeterminato alla data del 1° gennaio 2014.”

“Questo obbliga i comuni a doversi attenere scrupolosamente alla disposizione della circolare, a pena di rigetto della stessa domanda di ammissione a contributo da inoltrare entro le ore 14 del 2 dicembre.” prosegue il comunicato.

Un chiaro intento, quello del Governo di non risolvere il problema del precariato, e di scaricarlo viceversa sui comuni, i quali dovranno decidere se assumersi la responsabilità o meno di presentare domanda solo per una parte di lavoratori senza neanche avere la certezza di finanziamento, visto che la copertura economica dell’operazione è cinque volte inferiore alla somma necessaria per contrattualizzare i 5.000 lavoratori presenti in Calabria.

“Il dato significativo è che la maggior parte dei lavoratori che rimarrebbero fuori dall’evenutale contrattualizzazione sarebbero gli LPU, pagati dalla Regione Calabria, che fino ad oggi ha sempre avuto difficoltà nel riconoscimento delle integrazioni orarie e dei sussidi spettanti proprio ai lavoratori. Se l’obiettivo del Governo Renzi è quello di dividere i lavoratori, l’unica speranza rimasta è quella di continuare a lottare per i propri diritti in modo unitario, compatto e condiviso.”