fbpx

Operazione “Mondo di mezzo”, Rosanna Scopelliti: “il quadro accusatorio è terrificante”

rosanna scopellitiPur essendo in Italia ormai purtroppo abituati a vedere scoppiare scandali che coinvolgono, in un modo o nell’altro, la politica, l’operazione fatta scattare stamane a Roma dalla Procura della Repubblica guidata dal dott. Pignatone, con indagini condotte unitamente da ben tre sostituti nelle persone dei magistrati Tescaroli, Ielo e Cascini, appare veramente con caratteristiche uniche e preoccupanti”. Sono queste le parole riportate in una nota della deputata Ncd Rosanna Scopelliti, Presidente del Comitato Beni Confiscati della Commissione Parlamentare Antimafia e capogruppo in Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

Nessuno ha intenzione – continua la parlamentare – di allestire processi sommari per gli arrestati e gli indagati, ma, fatta salva la giusta presunzione d’innocenza, il quadro che emerge dalle anticipazioni giornalistiche sulle migliaia di pagina dell’ordinanza è francamente terrificante, laddove spicca in cima al quadro accusatorio, oltre ai reati contestati di estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ecc., soprattutto quello di associazione a delinquere di stampo mafioso”.

“Un altro aspetto sconcertante di questa indagine sono i nomi degli arrestati e degli indagati, che per quanto riguarda gli esponenti politici e di nomina politica coinvolgono da destra a sinistra personaggi pubblici che hanno avuto, in diversi livelli negli ultimi dieci anni, ruoli di primissimo piano nell’amministrazione della cosa pubblica capitolina. Insieme a loro avrebbero operato addirittura boss mafiosi, che avrebbero condizionato gli appalti e le altre attività politiche romane. È questa l’ennesima riprova che ormai anche Roma è coinvolta organicamente e direttamente nei perversi circuiti mafiosi – conclude l’On. Scopelliti – per cui non stento a prevedere che prestissimo nei Tribunali romani si cominceranno ad emettere, fatto raro fino ad oggi per personaggi romani, condanne ai sensi dell’art. 416 bis del codice penale, e cioè contestando l’associazione per delinquere di stampo mafioso”.