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Messina, tra Schumann e Strauss: Macrì e Fuga catturano il Palacultura

Duo Macrì-Fuga_Palacultura_6_12_14_Acc.FilME_BelliniNella città dello Stretto, artisticamente insieme per la seconda volta a distanza di 3 anni, si sono espressi ieri pomeriggio, al Palacultura “Antonello” con una performance bilanciata e coesa, su invito dell’Accademia Filarmonica di Messina e dell’Associazione Bellini. Loro sono il violoncellista Massimo Macrì e il pianista Giacomo Fuga che hanno pubblicato un loro album, circa 3 mesi fa, in cui interpretano anche un’opera di Fuga Senior (Sandro), padre del Maestro Giacomo. I due musicisti hanno una carriera da solisti e con altri ensemble cameristici separatamente e si stimavano da lontano, ancora prima di duettare e sperimentare rotte comuni.

Macrì ricopre, attualmente, il ruolo di primo violoncello solista dell’Orchestra Nazionale della Rai mentre Fuga, da ben 27 anni, fa parte del Trio di Torino. Entrambi insegnano in autorevoli istituzioni musicali e si sono distinti in manifestazioni internazionali. L’esibizione al “PalAntonello” è stata inaugurata con uno Schumann “prelevato” nel suo periodo positivo e molto fervido. Ecco quindi l’Adagio e Allegro in La bemolle Maggiore op. 70, in cui la prima parte raccomanda “Lento con intima espressività” e la seconda, invece, “Rapido e con fuoco”. Quest’opera è stata concepita per corno e pianoforte nel giorno di San Valentino 1849. Solo successivamente, si riscontra l’alternativa di utilizzare altri strumenti, in particolare, la viola o il violoncello possono sostituirsi al corno. Il brano, intitolato sul manoscritto originale Romanza e Allegro, sboccia con una poeticità incalzante, appunto Adagio, che si orienta verso l’euforia dell’Allegro. Il conflitto tra i toni più pacati quasi di raccoglimento e quelli di concitazione delle fasi conclusive viene realizzato proprio dall’amalgama del duo Macrì-Fuga che hanno carpito l’essenzialità romantica del pezzo. Storicamente, la prima esecuzione di questo brano avvenne per mano di Clara Schumann (nonché moglie dell’autore) al pianoforte e di Franz Schubert (omonimo del compositore viennese) al violino. La stessa donna definì questa sonata   “superba, fresca, appassionata”. L’uso del violoncello ottiene un effetto più eloquente nell’Adagio collegandosi nello spazio cantabile dell’Allegro e rituffandosi nella melodia iniziale.

La vena espansa di Schumann diventa più familiare nei Fantasiestücke op. 73 che continuano il programma musicale del Duo Macrì-Fuga con un “sapore conviviale”, così come pensato dal compositore (sempre con l’uso indifferenziato di clarinetto, violino o violoncello, accompagnato da pianoforte). Le tre sezioni “antagoniste” rappresentano un unico brano che si articola con un percorso in ascesa e con un tempo in accelerazione: si passa dal lirismo nostalgico alla maggiore agitazione della sezione centrale; infine, un moto d’impeto cadenzato dall’intimismo.

Con la Sonata n. 4 in Do Maggiore op. 102 n. 1 di .Beethoven il duo Macrì-Fuga interpreta egregiamente le proporzioni musicali dell’autore che caratterizza l’introduzione (Andante) in Do maggiore e un Allegro Vivace inaspettatamente in La minore. A seguire un Adagio di nobile decoro che diventa funzionale ad un Allegro vivace in cui Beethoven ristabilisce la progressione di scrittura ripartendo dall’introduzione. Il concerto giunge al traguardo con Strauss e la sua Sonata in Fa Maggiore op. 6, opera giovanile, scritta quando il Maestro tedesco era 19enne, palesando l’assoluta padronanza delle tecniche compositive e un’originalità in via di potenziamento. Certamente, è uno dei rarissimi pezzi di musica da camera da lui creato nonché l’input per celebrare il centocinquantesimo anniversario della sua nascita. I due artisti sono riusciti a rendere con compattezza l’espressività dell’opera.

Macrì e Fuga hanno in cantiere un progetto in quartetto che dovrebbe nascere, verso aprile 2015, con altri artisti Jazz (contrabbasso e batteria) dell’Orchestra Rai. Proporranno una suite di Claude Bolling, grande autore francese anni Trenta, rinomato per i suoi connubi “crossover” con musicisti classici.

I prossimi concerti della settimana in arrivo sono: giovedì 11 dicembre alle 19, alla Sala Sinopoli del Teatro “V. Emanuele” 4° piano, per i “Giovedì musicali”, Francesco Tusa al violino e Irene Valenti al pianoforte, in collaborazione con l’Ente Teatro peloritano; sabato 13 dicembre, ore 18, al Palacultura “Antonello”, l’Orchestra di flauti “Afflatus”, direttore Francesco Bruno.