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Messina, gli ultimi sono già primi: ecco perché ce li siamo scordati

Immigrazione:da notte soccorsi 1200 migranti a sud LampedusaLa domanda è sempre la stessa: “cosa sarebbe successo se…?”. Cosa sarebbe successo se gli 886 migranti, sbarcati sul Molo Colapesce alle prime luci di Santo Stefano, si fossero imbattuti nel mancato supporto istituzionale di una Giunta targata Garofalo o Calabrò? Cosa sarebbe successo se di fronte all’inettitudine delle istituzioni politiche, il rappresentante del Governo, sbottando per l’ennesima volta, avesse sottolineato come – nonostante l’allerta della Prefettura – l’Amministrazione fosse mancata agli impegni? Cosa sarebbe successo, insomma, se in circostanze analoghe la Protezione Civile avesse denunciato uno scandalo senza precedenti, ossia “l’irrintracciabilità degli amministratori” preposti a vigilare, proprio mentre fuori impazzava l’emergenza?

Non abbiamo la sfera di cristallo e tuttavia non è impossibile elaborare alcune congetture. Il primo cittadino, quale che fosse, sarebbe stato accusato di vivere “nel” palazzo e “per” il palazzo, ignorando il “grido di dolore dei fratelli dispersi in mare”. L’assessore competente sarebbe stato invitato a rassegnare le proprie dimissioni, in maniera irrevocabile e con efficacia immediata, e mentre in piazza sit-in e veglie si sarebbero tenuti per testimoniare l’esistenza di una comunità che vuole “restare umana”, contestualmente una velata accusa di razzismo avrebbe investito gli alti papaveri della Giunta.

accorinti renato sconsolatoCon Accorinti tutto questo non succede. Le associazioni si sono fatte carico dell’accoglienza, ma nel clima di torpore che regna in città sembra quasi sia una cosa scontata, un atto dovuto. Sul fronte dei migranti le politiche adottate dall’Amministrazione sono state spesso discusse e discutibili, basti pensare alla polemica infinita fra l’assessore Mantineo e l’ex esperta del Comune Clelia Marano o, ancora, al dossier su Casa Mosè e all’impegno profuso dall’AiBi.

In attesa che il sindaco convochi l’ennesima conferenza stampa per scaricare il barile su Trotta o su altri malcapitati, ci permettiamo di suggerire una riflessione critica intellettualmente onesta, affinché chi si è dato il compito di promuovere il cambiamento dal basso riscopra le origini del proprio impegno.

L’impressione, senza giri di parole, è che la Giunta abbia perso smalto contemplando il proprio ombelico: troppi osanna dai fedeli, troppi apprezzamenti gratuiti dai militanti, hanno fatto perdere il polso della situazione a chi siede nella stanza dei bottoni. Ora, la clessidra che scandisce le fortune e il consenso del leader è stata capovolta, con buona pace del Sindaco: riuscirà adesso il primo cittadino a piegare il corso degli eventi, a ritornare in pista dopo 18 mesi tutt’altro che memorabili? O continuerà a ripetere la solfa del va-tutto-bene-madama-la-marchesa?