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Borsa, martedì nero: Atene torna a fare paura, Piazza Affari chiude a -2,8%

Il crollo della Borsa di Atene, scesa del 12,78%, ha messo sotto pressione anche le altre Borse del Vecchio Continente, che hanno registrato performance in forte rosso. A Piazza Affari, il Ftse Mib e’ sceso del 2,81% e il Ftse All Share del 2,7%. In rosso anche Parigi (Cac40 -2,5%), Francoforte (Dax30 -2,2%), e Londra (Ftse100 -2%). Gli indici europei erano gia’ partiti deboli a causa dei timori sulla ripresa europea, dopo il monito lanciato ieri dall’Ocse e sulla scia delle Borse asiatiche. In particolare Shanghai ha perso il 5,4%, per i timori legati alla crescita cinese e dopo la decisione di variare alcune regole per le banche in senso restrittivo. A Piazza Affari, tra i titoli domina il segno meno, con Finmeccanica (-5%) e Yoox (-5%) peggiori tra le blue chips. Fa eccezione Mediaset (+2,8%), grazie ai dati sulla raccolta pubblicitaria di novembre, tornata in positivo. Intanto sul fronte dei cambi, la moneta unica recupera terreno verso il biglietto verde e passa di mano a 1,2422 dollari (1,2293 alla vigilia) e 147,79 yen (148,55), con la divisa giapponese che ha ripreso slancio e vale anche 118,985 yen (120,86). Il petrolio Wti risale dai minimi degli ultimi cinque anni toccati ieri e sale dell’1,48% a 63,91 dollari al barile.

Ad Atene le vendite sono state alimentate dall’incertezza politica: entro la fine dell’anno dovra’ essere nominato un nuovo presidente della Repubblica e se non si dovesse arrivare a scegliere un successore di Karolos Papoulias si andra’ a elezioni anticipate. Il partito dato come favorito e’ quello della sinistra radicale Syriza di Alexis Tzipras, pronto cancellare gli accordi presi con la Troika. Mediaset, come detto, ha registrato una performance decisamente positiva (+2,81% a 3,44 euro), invertendo la rotta sul finale di seduta. Per gli scambi, i titoli del Biscione hanno registrato un notevole boom: sono passati di mano 22 milioni di pezzi, quando la media degli ultimi trenta giorni e’ pari a 10 milioni. A spingere gli acquisti sono stati i dati sulla raccolta pubblicitaria di novembre: +7% rispetto a quella del novembre 2013, registrando il primo progresso dell’anno. Il dato del mese scorso portera’ l’andamento progressivo gennaio-novembre intorno al -3,8%, quota a cui e’ previsto si assesti il risultato finale del 2014. Finmeccamica, dalla parte opposta del Ftse Mib, ha ceduto il 5,07% a 7,775 euro, zavorrata dalle prese di beneficio. Il titolo, alla chiusura di ieri, vantava un +48% rispetto all’inizio dell’anno.

In rosso anche Yoox (-5,06% a 18,2 euro), Enel Green Power (-4,76% a 1,779 euro), e le banche. A spingere in rosso i titoli degli istituti di credito e’ stato anche il recupero dello spread tra Btp e Bund decennali. Dopo essere salito anche sopra quota 134 punti base, sul finale si e’ attestato intorno ai 133. Sono stati penalizzati soprattutto il Banco Popolare (-4,71% a 10,72 euro) e Ubi Banca (-4,43% a 6,15 euro). Male anche Fca (-4,28% a 10,5 euro). Ieri, Standard & Poor’s ha confermato il rating su Fiat Chrysler Automobiles a BB- con prospettive stabili. Inoltre, S&P ha giudicato come “leggermente negativa” per la qualita’ del credito del gruppo la decisione di scorporare la Ferrari per la quotazione. Questa operazione poi “diluira’ leggermente la redditivita’ di Fca e la diversificazione del suo business”.

In mattinata una nota di Hsbc aveva spinto al rialzo Mps, poi passata in negativo in linea con il mercato, fino a chiudere con una flessione del 2,19%. Il recupero dai minimi degli ultimi cinque anni da parte del prezzo del petrolio ha fatto limitare i danni ai titoli legati al comparto. Tenaris e’ scesa dello 0,72% a 12,47 euro, Saipem dell’1,99% a 9,13 euro ed Eni ha perso il 2,07% a 14,66 euro. Secondo un report di Morgan Stanley, nel 2015 il greggio potrebbe arrivare a 43 dollari al barile. L’Opec per riportare il prezzo del greggio al rialzo dovrebbe ridurre la produzione ma al momento l’Arabia Saudita ha fatto valere il suo peso all’interno dell’organizzazione per impedirlo, in quanto non vuole perdere quote di mercato. Tra gli altri, la migliore del listino e’ stata Sacom (+3,99% a 2,87%), mentre i realizzi hanno colpito la neomatricola Modelleria Brambilla (-9,27% a 3,72 euro). In Europa, Madrid ha fatto peggio di Milano, perdendo oltre il 3%, quando le principali Piazze del Vecchio Continente hanno registrato cali superiori al 2%. Tra i titoli, a Parigi vendite sui bancari: Bnp Paribas (-3,42% a 49,98 euro), Credit Agricole (-4,13% a 10,80 euro) e Societe Generale (-3,66% a 37,23 euro).

In rosso anche Euronext (-4,42% a 23,57 euro), dopo che l’azionista americano Ice ha messo sul mercato la quota residuale del 6% nel capitale della societa’ francese. A Francoforte, Lufthansa ha lasciato sul terreno il 3,59% a 14,09 euro, con il gruppo ancora in una situazione di impasse nelle relazioni sindacali con i piloti, che da inizio anno sono costate una dozzina di scioperi. A Londra, come per le Borse continentali, nessun settore e’ stato risparmiato dalle vendite, dal farmaceutico( Shire, -5,23% a 4.335 pence, Gsk, -3,49% a 1.409 pence), al trasporto aereo (EasyJet, -4,69% a 1.625 pence, il produttore di motori per aerei Rolls-Royce, -3,59% a 860,5 pence), fino al gigante della grande distribuzione Tesco (-6,62% a 174,9 pence, recuperando comunque dai minimi di seduta), dopo un nuovo allarme utili.