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Bimbo ucciso nel ragusano: Loris non era nell’auto della madre

mamma lorisSi concentra sulle immagini dell’auto della madre di Loris, Veronica Panarello, 25 anni, riprese dalle telecamera di videosorgeglianza la mattina di sabato, l’attenzione degli inquirenti che indagano sull’omicidio del bambino di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina (Ragusa). Tra i fotogrammi che vengono esaminati, quelli di un obiettivo posizionato nelle vicinanze dell’abitazione della famiglia Stival, e attivo anche sabato mattina quando la donna e’ uscita per accompagnare i figli a scuola. Anche in queste immagini, sull’auto non sarebbe visibile Loris, al contrario del fratello minore, Diego, di 4 anni, e della mamma. Veronica Panarello ieri e’ stata nuovamente sentita dagli investigatori come persona informata dei fatti, e ha risposto alle domande per circa tre ore per poi lasciare la questura poco prima delle 23, da un’uscita secondaria. I vertici della Squadra mobile e dei carabinieri, assieme agli esperti del Servizio centrale operativo della polizia di Stato e del Ros dei carabinieri giunti da Roma, si sono ritrovati a fine mattinata nella questura di Ragusa per fare il punto sugli sviluppi delle ultime ore. E per il comandante della Legione carabinieri “Sicilia”, generale Giuseppe Governale, “dobbiamo aspettarci che ci siano delle attivita’ che possano trovare un esito favorevole non a lungo termine”. In prefettura si e’ invece riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Annunziato Varde’. ALla riunione ha partecipato anche il sindaco di Santa Croce Camerina, Franca Iurato. In paese, intanto, la gente si mostra solidale con il cacciatore Orazio Fidone, che dopo aver trovato sabto il cadavere del piccolo Andrea Loris Stival, e’ stato indgato dalla Procura come atto dovuto per compiere accertamenti sulle sue vetture e sui suoi abiti. Fidone questa mattina ha preso un caffe’ nella piazza centrale piazza del paese ed e’ stato abbracciato da diversi suoi concittadini che lo hanno avvicinato per dargli solidali pacche sulla spalla. Dalla famiglia, per bocca della zia Antonella Stival, e’ venuto un nuovo appello ai giornalisti: “Siamo una famiglia per bene, non infangateci”, ha chiesto la donna.