fbpx

Servizi sociali, la CGIL smobilita il presidio. “Adesso si pensi ad un nuovo modello gestionale”

protesta lavoratoriLa segretaria generale della FP CGIL, Clara Crocè, rivolge un plauso ai lavoratori che per oltre 15 giorni hanno mantenuto il presidio a palazzo Zanca e invita l’Amministrazione a programmare il futuro

E’ terminato questo pomeriggio, dopo oltre 15 dieci giorni, il presidio dei lavoratori dei servizi sociali della Fp Cgil. I dipendenti, come promesso, prima di abbandonare i corridoi di palazzo Zanca che per due settimane hanno rappresentato la loro seconda casa, hanno atteso che il consiglio comunale votasse l’ordine del giorno con cui si impegna l’Amministrazione a modificare la delibera Tasi (approvata dallo stesso civico consesso), per destinare parte delle somme ai servizi sociali. “Sono state settimane lunghe difficili – ha commentato al termine della seduta la segretaria generale della FP CGIL, Clara Crocé -, in cui gli operatori del terzo settore non hanno mai abbassato la guardia e con pazienza, e non pochi sacrifici, hanno presidiato il Comune per far valere il loro sacrosanto diritto al lavoro. I momenti di tensione sono stati tanti, ma i lavoratori della FP CGIL, come dimostrano le tante battaglie portate avanti in questi anni, sanno sempre rispondere in modo compatto quando bisogna difendere il posto di lavoro. Con responsabilità e forza” Adesso, però, è tempo di guardare al futuro, immediato e non: “Innanzitutto attendiamo che il dipartimento disponga le proroghe fino a fine anno – continua la Crocé – e che, così come sembra intenzione dell’Amministrazione,  proceda alla revoca del bando sul servizio di assistenza anziani, per pubblicarne uno nuovo che comprenda tutte le zone della città. Con l’inizio del prossimo anno, però, speriamo che la Giunta pensi ad un nuovo modello gestionale del terzo settore  in modo da non veder più vivere ed osservare scene come quelle degli ultimi giorni. Chiediamo inoltre che l’assessore al ramo, Nino Mantineo, proceda con la creazione dell’anagrafe degli operatori che da anni sono impegnati nei servizi, a cui le cooperative dovranno attingere”.