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Salerno sul Marrelli Hospital: “in Calabria c’è il vizio di buttare tutto”

Salerno-Nazzareno3“In Calabria c’è un vizio duro a morire, un morbo che inquina e deturpa la realtà ma – soprattutto – è in grado potenzialmente di pregiudicare sviluppi e prospettive positive”. Lo afferma Nazzareno Salerno.

“Qual’ è questo morbo? E’ il vizio di buttare tutto, sempre e dannatamente in politica, è il vizio di colpire gli altri a tutti i costi, di frenare, di ragionare sempre in termini di gruppi che scalzano gli altri o comunque cercano di limitarne investimenti e progressi.
Ci sono decine di esempi – dice Nazzareno – ma l’ultimo in ordine di tempo è – francamente – qualcosa di inaccettabile; la canea scatenata da tempo all’indirizzo del Gruppo Marrelli e delle iniziative economiche sviluppate nell’ambito di una chiara storia imprenditoriale di successo è il sintomo di una Regione che – per prima cosa – dovrebbe mutare proprio gli atteggiamenti, cambiare il senso con il quale ci si relazione alle attività imprenditoriali, stravolgere l’idea che nelle cose vi sia sempre qualcosa che non va o che risponde a logiche oscure”. 

“Alla fine di una coordinata e costante attività di denigrazione sviluppatasi a livello regionale il blocco del permesso a costruire relativo al Marrelli Hospital è, quale che sia l’opinione o la forma ostentata dagli amministratori locali, qualcosa dal sapore sfacciatamente e dichiaratamente politico; mi auguro che si abbia il senso di responsabilità sufficiente per rendersi conto non solo della portata economico-occupazionale degli investimenti ma soprattutto delle prospettive in ordine alla qualità dei servizi sanitari che quella struttura intende offrire”. 

“E si, è una questione politica e comunque la si metta – nella patria del diritto e del rovescio – siamo certi che l’elenco delle obiezioni formali sarà lungo ma, come spesso accade in questi casi e quando la si butta in politica, siamo certi che alla fine ciò che ora viene indicato come nodi da risolvere, ragioni ostative o elementi da approfondire altro non si riveleranno che pretesti formali.
Pretesti che naturalmente – conclude –  hanno già motivato qualche parlamentare in cerca d’autore e la cui funzione principale – per essendo calabrese – sembra essere quella di buttare fango addosso alla Regione e denigrare esperienze imprenditoriali di successo”.