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Reggio: “strutture private in apnea”

sala operatoriaLe strutture private convenzionate rappresentano tutt’altro che una palla al piede per il sistema sanitario nazionale, garantendo un supporto fatto, in termini numerici, da circa 40 mila ricoveri e 20 mila interventi chirurgici ed anche in una regione come la Calabria sottoposta al gioco del piano di rientro svolgono un ruolo fondamentale per il mantenimento di livelli minimi ed essenziali di assistenza.

Il Consiglio dell’Ordine dei Medici della Provincia di Reggio Calabria non è rimasto mai sordo alle problematiche che, nel corso di questi anni, hanno investito le varie strutture private convenzionate presenti sul territorio provinciale ben consapevole del loro ruolo catartico per il buon andamento di tutto il comparto sanitario in quanto anello inscindibile della catena del sistema sanitario a tutti i livelli.

Presso le strutture private convenzionate della nostra provincia prestano ogni giorno servizio centinaia di medici ed altro personale che offre il suo contributo all’interno del circuito sanitario. Tuttavia, non vi è mese, se non settimana, in cui si registrino situazioni di difficoltà e rischio di tagli e licenziamenti all’interno di queste strutture mettendo a rischio decine, se non centinaia, di posti di lavoro solo nel territorio provinciale reggino ed al contempo la tenuta di tutto il sistema sanitario calabrese già in apnea per far fronte alle legittime richieste di assistenza di cittadini che rivendicano un diritto fondamentale e costituzionalmente garantito come quello ad essere curati.

Le prestazioni sanitarie possono essere erogate dalle strutture pubbliche e private che siano in possesso dei requisiti stabiliti dalle norme ed abbiano sottoscritto appositi accordi con le Regioni. Le strutture private della nostra provincia, è bene ricordarlo, tutte convenzionate, operano, quindi, per gli utenti/pazienti, come delle vere e proprie strutture pubbliche in virtù delle suddette convenzioni. Inoltre, con la sofferenza di personale patita dalle strutture pubbliche, a seguito del blocco del turnover, l’opera di cliniche e laboratori privati è divenuta ancora più importante nel mantenimento di livelli assistenziali accettabili.

E’ in questa prospettiva che il Consiglio dell’Ordine dei Medici della provincia di Reggio Calabria segue con attenzione, ed una certa preoccupazione, le notizie che giungono da Villa Aurora e da Villa Salus, importanti realtà sanitarie della nostra provincia che rappresentano solo la punta di un iceberg tenendo conto che tutte le strutture private si trovano, oggi, con l’acqua alla gola.

Infatti, per via dei cronici ritardi delle già flebili erogazioni che dovrebbe concedere l’Asp, i dipendenti sono senza emolumenti da mesi ed altrettante famiglie sono ormai quasi in ginocchio.

A tal fine, l’Ordine dei Medici auspica che possano giungere presto notizie rassicuranti per il personale che lavora, con impegno ed abnegazione, presso tutte le strutture private convenzionate della nostra provincia e comunica, al contempo, che già nella prima metà di gennaio è stata convocata la Consulta permanente di Vigilanza sulla sanità per affrontare questa delicatissima questione.