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Anche a Reggio si celebra l’evento “World Prematurity Day”

neonatoUn bambino su dieci nasce prematuro. Ogni anno, nel mondo, sono circa 15 milioni. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della VI Giornata Mondiale della Prematurità che si celebra il prossimo 17 novembre. Un dato che riguarda da vicino anche l’Italia dove ogni anno nascono pretermine (cioè prima della 37esima settimana di gestazione) 40 mila neonati.
I fili di piccole scarpe da neonato ed il colore viola sono i simboli del “World Prematurity Day”, celebrato in tutto il mondo ed il cui scopo principale è focalizzare l’attenzione sulla prevenzione del parto prematuro. Tra le cause di prematurità, infatti, ci sono, oltre ai problemi di gestazione (ipertensione, diabete, infezioni), l’età della gestante (spesso sopra i 38 anni), le tecniche per migliorare la fertilità e la fecondazione assistita. Sono sempre più in gioco anche gli stili di vita non idonei come alcolismo, tabagismo, uso di droghe.
Altro obiettivo della Giornata, soprattutto in Italia, è la sensibilizzazione ai diritti del neonato, spesso non pienamente rispettati, come invece richiesto dal “Manifesto dei diritti del bambino nato prematuro”, approvato al Senato della Repubblica nel 2010.
Anche Reggio Calabria celebra l’evento, su iniziativa dell’Associazione per la Neonatologia “Eracle” operante presso gli Ospedali Riuniti della città. I volontari saranno presenti con uno stand in  Piazza San Giorgio al Corso nella giornata di domenica 16 dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. Sarà un’occasione per distribuire materiale informativo, gadget, ma soprattutto per conoscere e condividere l’esperienza dei papà e delle mamme di Eracle che, dopo la difficile prova vissuta in reparto con i loro figli, proseguono l’opera di supporto e assistenza a chi vive oggi le medesime difficoltà. L’evento coincide con il momento di grave disagio in cui versa il reparto di Neonatologia dei Riuniti di Reggio, provvisoriamente collocato in locali inadeguati, in attesa della realizzazione dei lavori di ristrutturazione della vecchia divisione, ahimé, ancora non avviati.