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Reggio, lettera di lavoratori precari a StrettoWeb: “siamo alla disperazione”

Un migliaio di lavoratori precari e percettori di ammortizzatori sociali bloccano a Villa San Giovanni gli imbarcaderi dei traghettiprivati, interrompendo i collegamenti per la Sicilia,il 16 ottobre 2014. ANSA/FRANCO CUFARILettera integrale di 600 precari a StrettoWeb:

“Spettabile Redazione, è un’amara considerazione quella che oggi ci troviamo a dover fare, proprio oggi che magari il Presidente Renzi avrebbe potuto vedere un città in festa, risollevata dalla ripagata attesa durata circa un ventennio, grazie all’arrivo del contributo che consente ai comuni calabresi, di assumere i lavoratori precari che con dedizione, serietà e perseveranza hanno continuato a prestare servizio per la pubblica amministrazione, in una situazione di assoluta incertezza e indigenza economica. Diciamo “avrebbe potuto”, perché la cittadinanza non solo non può gioire di una stabilizzazione con un contratto a tempo determinato solo per un anno, ma oltretutto il contributo erogato per la stabilizzazione, è diretto solo al bacino dei lavoratori Lsu ed Lpu ed ex art. 7. Rimangono al di fuori di tale provvedimento i precari appartenenti alla L.R 15/2008 Piano Reinserimento Occupazionale: “Ispettori e Informatori Ambientali” per la nostra città. Questi ultimi si trovano in servizio, all’interno del bacino del precariato in quanto, i soggetti utilizzatori ( Comuni ) utilizzano tali lavoratori in attività socialmente utili e di pubblica utilità e in quelle di cui al decreto legislativo n°81/2000, usufruiscono dello stesso disciplinare degli Lsu-Lpu, sono precari da svariati anni e fanno parte del Piano di Reinserimento Occupazionale, non si capisce, pertanto, per quale strano motivo il Ministero abbia deciso di lasciare nella disperazione più totale circa 600 lavoratori della predetta legge di cui 39 unità per quanto concerne il Comune di Reggio Calabria. Teniamo a sottolineare che tali lavoratori continuano a svolgere la loro opera di informazione e sanzionamento continuando a timbrare quotidianamente il tesserino nonostante l’ultimo sussidio percepito risale a luglio 2014 e vantano un credito di altre 4 mensilità relative al 2013, per un totale di 8 mensilità, che con l’arrivo del mese di dicembre diventeranno 9. Per giunta l’attività viene svolta in un clima di ostilità e se vogliamo, giusto sdegno da parte della cittadinanza, data la pessima situazione igienico sanitaria in cui versano le nostre strade, ma nonostante ciò, spinti da una forte motivazione, che nasce soltanto da chi crede in ciò che fa, imperterriti e speranzosi di un futuro più stabile, continuano diligenti a svolgere il proprio lavoro portando nella casse comunali una lauta entrata proveniente dalle sanzioni amministrative (ad oggi circa 1000), sensibilizzando la comunità al rispetto delle norme relative alla salvaguardia dell’ambiente e ricevendo i complimenti per il lavoprotesta lavoratoriro svolto da chi realmente tiene alla crescita della nostra città a città metropolitana. E’ doveroso porre all’attenzione dell’intera comunità, l’amarezza di tali lavoratori in quanto si trovano a dover prendere coscienza di non essere stati tutelati dalle varie sigle sindacali che nei mesi scorsi sono state sostenute in piazza per ore al fine di un beneficio che avrebbe dovuto riguardare tutti i precari nessuno escluso. Le manifestazioni di sciopero, soprattutto le ultime, sono cessate per i “fantomatici” accordi tra le parti che avrebbero dovuto già da tempo dar luogo all’erogazione delle mensilità pregresse spettanti e per i tavoli tecnici svoltisi nella Capitale,altrimenti i lavoratori avrebbero continuato a manifestare per la tutela dei propri diritti e del proprio futuro! Ad oggi i lavoratori della L.R. 15/2008 non solo si vedono esclusi da un provvedimento Ministeriale che contrattualizza la maggior parte dei precari calabresi che possono finalmente guardare al futuro con occhi diversi, ma si ritrovano anche a dover continuare a prestare il loro servizio senza alcun sussidio economico e da oggi senza nessuna spinta motivazionale: prospettive di stabilizzazione pari a zero, ormai. Viene da domandarsi: i sindacati che hanno partecipato ai tavoli di lavoro nelle varie occasioni, come hanno fatto ad accettare una tale esclusione e soprattutto a non informare in tempo utile i propri iscritti? Dove sono i sussidi promessi durante le ultime agitazioni presso il palazzo della prefettura di Reggio Calabria? Perchè la Regione Calabria nonostante abbia le risorse ottenute dal Governo con apposito decreto non provvede all’erogazione di tali spettanze a distanza dei due mesi trascorsi dall’ultimo sit-in e relativa promessa di sblocco? Perchè i sindacati si sono placati di colpo pur non avendo ottenuto nessun beneficio per i loro assistiti?. Riponiamo nel cassetto le nostre aspettative, i nostri sogni e i nostri progetti per mancanza di prospettive, ma la cosa assurda è che questa archiviazione avviene su qualcosa che avrebbe dovuto essere concreta e materiale e non su qualcosa di aleatorio e virtuale. I diritti degli esseri umani, il rispetto del lavoro si ha anche dal riconoscimento economico per la prestazione lavorativa, elemento cardine perchè possa definirsi lavoro, a questo punto diciamo che stiamo svolgendo opera di volontariato a tempo pieno per conto della pubblica amministrazione e senza il riconoscimento né dell’anzianità lavorativa, né dei contributi ai fini pensionistici. Siamo la rappresentazione vivente del lavoro “nero” per conto dell Stato”.