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Reggio, la Giunta di Falcomatà slitta ancora: il nodo è il vicesindaco, partiti nel caos. Dopo 17 giorni è tutto in alto mare

Falcomatà01Sono ormai trascorsi 17 giorni dalla vittoria schiacciante di Giuseppe Falcomatà alle attesissime elezioni amministrative reggine, dopo più di due anni di commissariamento. Oltre due settimane in cui il primo cittadino non ha ancora potuto prendere realmente le redini di Palazzo San Giorgio e mettere mano ai problemi che affliggono Reggio. La città ha bisogno di una vera e propria ‘rivoluzione’ nei servizi, nel sociale, nelle piccolissime cose: versa in condizioni disperate. Tutto ancora è in alto mare. La maggioranza ed i partiti che la compongono, stanno dando vita ad un siparietto da ‘prima Repubblica’: strategie, mosse, contromosse, nomi, figure e figuranti e la squadra di governo tarda ad arrivare.

Tra l’altro, oggi doveva essere il giorno della presentazione dei nomi della squadra di governo, invece sarà il giorno dell’ennesima interpartica che si terrà in serata.

angheloneIl nodo principale è uno: il vice-sindaco. Assodato il fatto che, questa poltrona, andrà a Centro Democratico, secondo partito della maggioranza in termini di consensi, c’è una grande pressione per Saverio Anghelone (nella foto accanto), mentre gli accordi della vigilia erano per Mimmo Martino, storico esponente della sinistra reggina, figura autorevole a cui tutti riconoscono valori sempre più rari come l’assoluta onestà, una grande lealtà e tanta competenza al servizio della città.

Sarebbe davvero clamoroso vedere al fianco del neo sindaco Falcomatà, un politico come Anghelone, figlio dell’assessore delle giunte Raffa ed Arena per il centrodestra. Le parole di Falcomatà “tagliare nettamente con il passato” diventerebbero frasi al vento; altro che discontinuità con il passato. Nelle liste del centro/sinistra c’erano tanti esponenti direttamente o indirettamente collegati alle precedenti amministrazioni di destra, alcuni come appunto Nicola Paris e Saverio Anghelone sono stati eletti (entrambi nel Centro Democratico) e hanno dato un importante contributo alla vittoria di Falcomatà. Adesso, però, i nodi vengono al pettine. E un conto è averli avuti nelle liste, dove sono stati eletti dai cittadini, ben altra cosa è inserirli addirittura in Giunta, dove le decisioni sono tutte dei partiti e del Sindaco che aveva assicurato in campagna elettorale un taglio netto con il passato e non vuole certo dare subito una così grande delusione ai propri elettori.

Altro nodo sarebbero le donne della giunta: sicure del posto Angela Marcianò e Paola Maria Serranò, ma dovranno essercene altre due. Chi saranno?
Terzo nodo il presidente del consiglio comunale: tra i papabili Demetrio Delfino, consigliere comunale di lungo corso, già Prc ora Pd, il quale, scontento di non entrare in giunta, potrebbe avere questo riconoscimento. Ma a quel punto a rimanere scontento è Filippo Bova, il più votato di Cambiare Reggio Cambia, che doveva essere – sempre secondo gli accordi della vigilia – presidente del consiglio in pectore, e adesso sembra essere fuori gioco. I tre partiti che sono rimasti di fuori da Palazzo San Giorgio (Repubblicani, SeL, Sinistra per Reggio) non saranno rappresentati in giunta ma avranno dei posti di “sottogoverno”. Insomma, un teatrino da Prima Repubblica che da questa giunta della “svolta” non si aspettava nessuno.

Lo schema di massima:

  • Sindaco: Giuseppe Falcomatà, trattiene le deleghe a Città Metropolitana, Beni Confiscati e Grandi Eventi
  • Vice Sindaco: Mimmo Martino o Saverio Anghelone
  • Assessore al Bilancio, Programmazione Economica e Tributi: Armando Neri
  • Assessore a Sicurezza, Legalità e Polizia Municipale: Giovanni Muraca
  • Assessore ai Lavori Pubblici: Angela Marcianò
  • Assessore alle Politiche Sociali: Giuseppe Marino
  • Assessore all’Ambiente: Antonino Zimbalatti
  • Assessore all’Urbanistica: ? (una donna esterna, il nome è ancora top secret)
  • Assessore ?  (delega ancora da stabilire)
  • Assessore Paola Maria Serranò (delega ancora da stabilire)