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Reggio: la difesa chiede di rimettere in libertà l’ex ministro Scajola

Claudio Scajola durante il processo che lo vede coinvolto per i presunti aiuti alla latitanza di Amedeo Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, a Reggio Calabria, 22 ottobre 2014. ANSA/ FRANCO CUFARIL’avvocato Giorgio Perrone, difensore di Claudio Scajola, ha chiesto ai giudici del tribunale di Reggio Calabria di rimettere in liberta’ l’ex ministro. La richiesta e’ stata avanzata nel corso del processo in corso a Reggio Calabria nei confronti di Scajola per i presunti aiuti alla latitanza dell’armatore Amedeo Matacena. Attualmente Scajola e’ detenuto agli arresti domiciliari. Secondo l’avvocato Perrone, non ci sarebbero piu’ le esigenze cautelari per mantenerne la detenzione. “E’ arrivato il momento – ha detto il difensore di Scajola – di rimettere in liberta’ Claudio Scajola”. L’avvocato Perrone ha chiesto ed ottenuto che l’ex ministro dell’Interno, perdurando gli arresti domiciliari, possa essere visitato a casa dal prof. Mario Igor Rossello per problemi legati ad un problema al braccio destro. Sull’istanza del difensore di Scajola il pubblico ministero Giuseppe Lombardo fornira’ il suo parere entro 48 ore. Il processo e’ stato quindi aggiornato al 14 novembre quando saranno sentiti i primi due testi del pubblico ministero, l’ex capo centro della Dia di Reggio Calabria, Gianfranco Ardizzone, ed il dirigente di polizia gia’ in servizio alla Dia di Reggio Calabria, Leonardo Papaleo.