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Reggio: “contrasto alla criminalità è liberazione dei giovani dal fardello della disoccupazione”

fratelli d'italia rc“Le linee politiche statali in tema di antimafia hanno riguardato l’aggressione dei patrimoni illecitamente accomunati oltre l’arresto di latitanti ed il rafforzamento democratico delle pubbliche amministrazioni, senza però riuscire ad incidere incisivamente in tale ultimo intento, stante il prevalere della cultura mafiosa che ha costantemente conseguito l’obbiettivo di ottenere una condizione di “consenso sociale” soventemente realizzato in occasione delle consultazioni elettorali, alimentando così la cosiddetta borghesia mafiosa”.
Lo afferma il candidato della lista Fratelli d’Italia alle prossime Regionali, Luigi Tuccio. “Salvaguardare la gioventù calabrese – spiega l’avvocato Tuccio – dalle lusinghe proposte di arricchimenti facili, costituisce obbiettivo primario e connesso ad un rilevante investimento culturale, quale strumento di contrasto alla criminalità organizzata che deve essere elemento centrale della prossima amministrazione regionale. La vera ragione di sottosviluppo culturale della nostra terra è la aberrante ed endemica subcultura mafiosa che ha inseguito ed insegue il potere economico e finanziario, ovunque esso si annidi ed in particolare nel sottobosco degli apparati politico istituzionali, senza conoscere distinzione dei colori politici e segni distintivi partitici! La classe politica – evidenzia Tuccio – abbia il coraggio di dichiarare a chiare lettere che la ‘ndrangheta è la feccia sociale ed abbia la libertà di rinunciare alle ingiustificate messe di voti! Il vero contrasto alla criminalità organizzata non passa per la diffusione di una cultura antimafia marciaiola e parolaia che genera carriere, bensì dalla liberazione del mondo giovanile dal fardello della disoccupazione e dello sfruttamento. Emersione del lavoro irregolare, valorizzazione delle intelligenze locali, agevolazioni fiscali per impresa giovanile e valorizzazione della capacità progettuale attraverso procedere burocratiche snelle ed agevole accesso al credito sono strategie che vanno individuate come strumento per sottrarre linfa giovane alla criminalità organizzata! Nel contempo – conclude Tuccio – si aberri ogni forma di pregiudizio culturale che accomuni genericamente la nostra terra alla criminalità organizzata in ragione di una becera cultura della proprietà transitiva e sospetto diffuso. I giovani calabresi siano liberi di dire basta”.