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Reggina-Salernitana 0-1, l’analisi della partita: una pazzia di Rizzo e i limiti della squadra…

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reggina salernitana (20)La Reggina è orfana del suo mister: Ciccio Cozza s’è dimesso, stavolta veramente, dopo la 7^ sconfitta stagionale maturata nella 13^ giornata del campionato, ma i numeri della squadra sono impietosi. E’ la 3^ sconfitta nelle ultime 4 partite, la 4^ nelle ultime 6 gare (gli altri due sono stati pareggi). La Reggina non vince più dal 3-0 rifilato al Cosenza al Granillo un mese e mezzo fa, ad inizio ottobre, ed è sempre più nel fondo della classifica. Per rialzarsi servirà un’impresa, soprattutto adesso dopo l’addio di Cozza.

reggina salernitana (18)La partita è stata anche stasera maledetta, e compromessa da una clamorosa follia di Giuseppe Rizzo. La Reggina aveva iniziato bene, poi la solida dormita in difesa e Calil (in sospetta posizione di fuorigioco) buca la retroguardia amaranto per vie centrali, tra Crescenzi e Di Lorenzo, e non può sbagliare solo davanti a Kovacsik al 12° minuto. Passa una sola lancetta d’orologio, al 13° la Reggina con Di Michele esegue un bel contropiede 3 contro 3: palla filtrante del capitano amaranto per Louzada che è lanciatissimo davanti al portiere avversario Gori quando Tuia lo atterra al limite dell’area di rigore. L’arbitro non ha dubbi: calcio di punizione e cartellino rosso.

reggina salernitana (8)La Reggina si ritrova con l’uomo in più e con 80 minuti di tempo per recuperare la gara, ma dopo un altro minuto, al 14°, arriva la follia di Rizzo che compromette tutto. Il centrocampista amaranto, infatti, fa un fallo (netto) a centrocampo, un fallo normale di gioco, che l’arbitro fischia regolarmente senza estrarre alcun cartellino. Rizzo, visibilmente innervosito, si infuria e si avvicina minacciosamente all’arbitro, urlandogli di tutto in faccia, gesticolando con le mani a pochi centimetri dal direttore di gara. Armellino e altri compagni provano subito a calmarlo, ma lui insiste e l’arbitro lo ammonisce per proteste. Non contento, Rizzo continua ancora più di prima, stavolta protesta anche per l’ammonizione. Cozza entra quasi in campo e si sgola per provare a calmarlo ma lui continua imperterrito, e l’arbitro giustamente estrae il secondo giallo e lo sbatte fuori. Cozza si infuria e lo manda a quel paese, così come Armellino e altri compagni. Si prospetta una lunga squalifica per il messinese della Reggina, sicuramente il miglior giocatore della squadra, ma se un talento così bravo con i piedi si trova ancora in Lega Pro un motivo ci sarà ed è proprio di temperamento. Non è la prima volta infatti che Rizzo evidenzia questi problemi caratteriali, che certamente hanno già limitato la sua carriera.

reggina salernitana (16)La Reggina così vede sfumare il vantaggio dell’uomo in più ed è subito 10 contro 10. Gli amaranto ci provano, ci mettono il cuore, ma gli unici meritevoli di applausi sono Armellino e Insigne, protagonisti di una gara di corsa, cuore e sacrificio. Si salva Karagounis nel secondo tempo, male Di Michele, spento Louzada, inguardabili Maita e gli altri 3 difensori. La Salernitana si difende con ordine e prova a colpire in contropiede. Kovacsik è decisivo in almeno 3 occasioni, tiene la squadra a galla, ma la Reggina non fa mai male agli avversari: fa girare il pallone, fa possesso palla, ma non trova mai la strada per l’area di rigore avversaria. Armellino ci prova due volte da fuori nel primo tempo, tutta la Reggina finisce in quei due tiri. Insigne corre sulla fascia come un indemoniato, arriva nell’area di rigore amaranto a sventare i pericoli da difensore, prova a fare il regista a centrocampo dove Maita non riesce mai a impostare il gioco. Troppo soli, Armellino e Insigne: due fiori nel deserto di una squadra con tanti limiti, calcistici e soprattutto psicologici. Tre le mazzate che hanno tramortito la squadra: il campionato era iniziato bene, poi la sconfitta immeritata nel derby, il guaio di Daniel Leone e la batosta della penalizzazione hanno come tirato il freno a mano a questi ragazzi irriconoscibili oggi rispetto a due mesi fa.

reggina salernitana (24)Nel secondo tempo alzano bandiera bianca per infortunio prima Armellino e poi Karagounis, entrambi usciti dal campo stremati. Cozza manda in campo i giovanissimi Condemi e Salandria, infine anche Viola. Ma è tutto inutile, Salandria è l’unico ad impegnarsi, i giochetti di Condemi invece sono fastidiosi e irritanti per gli avversari e per il pubblico che vorrebbe concretezza, non giocate da playstation. E la sconfitta arriva inevitabile, come l’addio di Cozza. Da oggi la Reggina è ancora più sola.

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Le foto di StrettoWeb © Paolo Furrer: