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Reggina, a Melfi serve un’impennata d’orgoglio per non finire nel baratro

Reggina Barlettadi Lorenzo Vitto –Il momento è difficile, ma dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare ancora di più per rialzare la testa”. Per grandi linee sono queste le parole che ripetono il tecnico Ciccio Cozza e il presidente Lillo Foti, nel fotografare perfettamente lo stato d’animo in casa amaranto dopo 11 partite dove sono emerse solamente ombre. La Reggina deve e vuole cambiare registro ed il primo esame da superare, dopo il deludente pareggio casalingo con il fanalino di coda Aversa Normanna, si chiama Melfi. Un esame difficile ma assolutamente alla portata di Rizzo e compagni. I lucani viaggiano alla stessa stregua della Reggina, potendo, però, vantare in classifica 3 punti in più per via della prima penalizzazione (4 punti) con altre sicuramente in arrivo per via di un tracollo finanziario che per certi versi ci ricorda quello della stagione 1985-1986, quando si chiusero definitivamente 72 anni di storia di quella Reggina nata l’11 gennaio 1914.

rizzo figlio02A Melfi, il sabato della verità (si gioca alle ore 17), che potrebbe anche rappresentare un punto di svolta di questo inizio di stagione, caratterizzato da immense lacune che stentano a scomparire. Un mese senza vittorie, ovvero 4 sfide con un misero bottino di 2 soli punti. Domani si andrà a caccia di una vittoria che manca dal 5 ottobre con il Cosenza. Da lì in poi, poca gloria lontano dal Granillo e la rapida discesa in graduatoria. Nella 12^ giornata della stagione, gli amaranto proprio da un exploit possono tornare a rivedere un po’ di luce, ma non potranno sottovalutare un avversario che insegue la prima vittoria in Lega Pro e che ha conquistato 9 punti grazie a 9 pareggi sulle 11 partite fin qui disputate. La Reggina, al momento, ha 3 punti in meno nei confronti della squadra lucana, in attesa di conoscere l’esito del ricorso relativo alla prima penalizzazione previsto la prossima settimana. Però non finiscono con il primo deferimento i guai della Reggina, perché ne è già arrivato un altro sempre per i soliti mancati pagamenti allo Stato e per i ritardati emolumenti ai tesserati. E se il buon giorno si vede dal mattino, l’approccio in Lega Pro è iniziato alla stessa maniera di come era iniziato l’ultimo campionato nella cadetteria del club di via delle Industrie. Poi è finito peggio.