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Messina: “piano di riequilibrio, quei 140 milioni in meno dai debiti potenziali vanno comunicati!”

messina città“Comunicare subito al Ministero dell’Interno, che in questo periodo sta valutando il piano di riequilibrio pluriennale, che la massa debitoria del Comune adesso è più leggera!”

E’ questa la richiesta ufficiale fatta in Commissione Bilancio dal consigliere comunale Libero Gioveni al vicesindaco e assessore al Bilancio Guido Signorino in riferimento alla recente sentenza del TAR del 24 settembre scorso che ha dato ragione al Comune nel ricorso presentato dal F.C. Messina dei Franza e dalla società “Mondo Messina service” col quale si chiedeva un risarcimento complessivo di 140 milioni di euro legato alla vicenda stadio.  Questo debito – ricorda Gioveni – era stato inserito fra quelli latenti del Comune (420 milioni) nel piano di riequilibrio votato dal Consiglio Comunale il 2 settembre scorso con una percentuale di rischio del 25% insieme ad altri 15 milioni relativi ad altre vicende giudiziarie, per cui dai complessivi 336 milioni di debito coperto dal piano (al netto quindi dei diversi gradi di rischiosità del piano in funzione dei diversi contenziosi legali in corso), si possono tranquillamente sottrarre circa 40 milioni di euro, portando quindi il debito finale a poco più di 295 milioni!

Non si può non tenere conto di questo dato significativo e soprattutto certospiega convinto il consigliere comunale – anche e soprattutto alla luce dell’ultima delibera della Corte dei Conti notificata ad Amministrazione e Consiglio Comunale, la n. 186 del 9 ottobre scorso, che lancia l’ennesimo drammatico messaggio che il rischio dissesto è sempre più dietro l’angolo perché l’Ente  ha affidato proprio al piano di riequilibrio la possibilità di risolvere le criticità strutturali mosse dalla stessa Corte con le precedenti delibere n. 58/2014 e n. 68/2014.  Inoltre – prosegue l’esponente Udc – se si aggiunge che la famosa delibera della Corte dei Conti n. 22 del 13 settembre 2013 ha chiarito che ai fini di una valutazione positiva del piano di riequilibrio sarebbe stato opportuno “inviare contestualmente entro 10 giorni dall’approvazione del piano stesso il Bilancio Consuntivo 2013” (fatto questo, come è noto, che non è avvenuto), non si può non pensare di comunicare ufficialmente questa rilevante novità al Ministero allegando la sentenza positiva del TAR.  A conti fatti, quindi – conclude Gioveni – i 40 milioni di euro certi si tradurrebbero, nei 9 anni previsti nel piano, in 4 milioni e mezzo di euro all’anno in meno da recuperare, che di questi tempi non sono per niente pochi!