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Messina, per la Festa delle Forze Armate Accorinti polemizza con Reagan

2013

accorinti 4.11Per la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, Renato Accorinti polemizza con Ronald Reagan. Nientemeno. E pazienza se il Presidente degli Stati Uniti ha abbandonato questo mondo da un po’: il primo cittadino di Messina, l’artefice di una rivoluzione più predicata che praticata, non ha ancora digerito quell’esternazione sul “tenore di vita americano non negoziabile“. Per questo, sin dalla vigilia della ricorrenza, Accorinti torna a citare Pertini, con la famosa frase sugli arsenali e sui granai che già l’anno passato gli attirò le simpatie del Manifesto, rendendolo noto al grande pubblico nazionale.

E’ una collaudata strategia di comunicazione: si lancia il cuore oltre l’ostacolo, si abbracciano grandi temi di carattere universale e si trascurano i dettagli della routine quotidiana. Sarebbe bello avere i granai pieni, certo, ma se anche i serbatoi fossero zeppi d’acqua il messinese non sarebbe affranto (copyright Giuliano Ferrara). Sarebbe bello vivere senza strumenti di morte, ovviamente: si potrebbero bandire per sempre, con una moratoria, le buche sul manto stradale della Panoramica, quei crateri che minacciano quotidianamente la vita degli automobilisti. Ecco: Accorinti dovrebbe guardare meno a Washington e prestare maggiore attenzione a Palazzo Zanca.

Perché se il suo movimento decide di celebrare l’Ora di silenzio per la Pace in concomitanza con la festa dei nostri uomini in divisa, è la posizione di una data realtà politica, condivisibile o meno. Ma il primo cittadino sfortunatamente rappresenta tutti, siede su uno scranno istituzionale e ha il dovere di rispettare il sacrificio di quegli uomini e di quelle donne che, svolgendo la loro funzione, consentono ai funzionari dello Stato di disporre della libertà necessaria per esercitare la propria autorità in un contesto d’ordine e sicurezza. Dire no alla guerra è sacrosanto, dire riduciamo i finanziamenti destinati alle spese militari è discutibile, sventolare la bandiera della pace domani in Piazza Unione Europea è sciocco. Il tricolore, almeno in queste circostanze, potrebbe unire tutti, di là dalle t-shirt filo-tibetane.