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Messina, “patti chiari e amicizia lunga”: l’AiBi sapeva a cosa andava incontro

renato accorintiIl dossier di Casa Mosè è esploso fra le mani dell’assessore Mantineo: la protesta inscenata ieri dagli operatori che gestiscono il centro, dai migranti minorenni e dalla popolazione di Camaro ha destato stupore in seno all’Amministrazione. A dirlo a chiare lettere è stato il dirigente Giovanni Bruno, sorpreso dai toni adottati nel corso dell’iniziativa, nonostante il dialogo aperto e franco con Palazzo Zanca.

Durante la conferenza stampa che si è tenuta stamane nella sala Falcone e Borsellino del Comune, il primo cittadino – Renato Accorinti – ha voluto gettare acqua sul fuoco delle polemiche. “Il fenomeno migratorio ha spiazzato l’Esecutivo nazionale, uno spaesamento tangibile che abbiamo registrato fra Anci e Ministero. E’ normale, purtroppo, registrare simili difficoltà”. Esordendo con un tono dimesso, il sindaco ha rivelato il proprio rammarico per una polemica a suo giudizio sapientemente orchestrata da chi, con malizia, è sempre pronto a denunziare il tradimento degli ultimi perpetrato dalla Giunta. Eppure, confida Accorinti, a dispetto del fuoco amico, il governo cittadino non ha responsabilità.

giovanni bruno messinaStante l’assenza dell’assessore competente, è spettato al dirigente Bruno il compito di entrare nel merito della questione: “Lo spostamento dei minori è soltanto l’ultimo atto di questa vicenda – ha esordito il funzionario – e al Comune non può essere addebitata alcuna condotta scorretta. La nostra posizione è sempre stata la stessa: quando arrivano i soldi, li diamo. E’ vero, da Roma è arrivato il decreto il 18 settembre scorso, ma al decreto non è corrisposta la liquidità che consente di finanziare le strutture che operano in questo settore”. Senza fondi è impossibile risarcire gli operatori delle spese sostenute. Di più: esibendo una dichiarazione ratificata dall’AiBi nel dicembre 2013, Bruno ha evidenziato come la trasparenza del Comune fosse nota a tutti gli interlocutori, tanto quanto la situazione dell’erario di Palazzo Zanca. Lo spostamento, pertanto, avverrebbe in ottemperanza alle esigenze manifestate dall’AiBi stessa, con buona pace dei 16 giovani ospitati nella struttura.

renato accorinti 2Il decreto ministeriale, inoltre, prevede uno stanziamento complessivo di 120.000 euro, una cifra che andrà suddivisa fra le soggettualità che si occupano di accoglienza nel territorio. Ammettendo ipoteticamente un’immediata liquidità, saremmo comunque distanti dalle stime prospettate dall’AiBi, vieppiù se si considera che la retta per ciascun migrante è scesa dai 45 ai 20 euro. La manifestazione di protesta, pur rivelando l’integrazione dei migranti nel tessuto cittadino, elemento estremamente positivo, sarebbe stato un gigantesco autogol: lo dimostrerebbe il fatto che la casa d’accoglienza di Santa Lucia del Mela, intenzionata inizialmente a ospitare i ragazzi, avrebbe ritirato la propria disponibilità.

Bruno smentisce poi la disponibilità di 1500 famiglie all’affidamento familiare, facendo rientrare tutto nelle competenze dell’Esecutivo Renzi. Per gli enti locali siciliani la situazione è allarmante, a maggior ragione dopo l’intervento a gamba tesa di Crocetta: il tentativo di elevare verso l’alto gli standard delle strutture accreditate, senza contemplare una fase transitoria, è stato, secondo l’Amministrazione, un boomerang, un atto “assolutamente intempestivo” che ha esposto ulteriormente i sindaci e le comunità.