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Messina: il 24 e 25 Novembre si apre il convegno ‘La città negata’ sul recupero delle aree militari e costiere cittadine

madonnina di messina5Lunedì 24 Novembre e martedì 25 Novembre, alle ore 9.30, al Palazzo della Cultura “Antonello da Messina”, nei locali dell’Urbanlab, si terrà il laboratorio tematico di PiCo dal tema “La città negata: 2° tavolo di condivisione per il recupero delle aree militari e dell’affaccio a mare di Messina”.

Il programma di lavoro prevede lunedì 24, alle ore 9.30, introduzione dei lavori/illustrazione dei temi e delle schede; alle 10.30 dibattito; alle 11 costituzione dei gruppi di lavoro; e alle 11.30 lavoro di gruppo e compilazione delle schede; martedì 25, alle ore 9.30, lavoro di gruppo e compilazione delle schede; alle 11 illustrazione delle proposte; e alle 12.30 dibattito e conclusione del Laboratorio.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di ascolto e consultazione del territorio che il Comune ha intrapreso per la redazione del nuovo PRG e sono condotti all’interno di Urbanlab e con la collaborazione del Laboratorio di progettazione comunitaria (LabProCom) del dipartimento dArTe – Università Mediterranea di Reggio Calabria. Il tema affrontato riguarda una delle principali criticità riscontrate in questi anni, ovvero la presenza di ampie aree che nel tempo hanno perso, in tutto o in parte, la loro funzione originaria e oggi si presentano come dei grandi “vuoti” all’interno del tessuto urbano.

Si tratta di una sorta di città negata ? inaccessibile alla fruizione dei cittadini ? che occupa, invece, posizioni centrali e strategiche in uno scenario di possibile sviluppo. La natura di queste aree è complessa così come molteplici sono i motivi per cui sono negate ai cittadini; per questo si è scelto di indirizzare il dibattito su due aspetti in particolare. Un primo tema è rappresentato dalle aree militari (presidi e caserme) di cui la città risulta particolarmente ricca in conseguenza della strategicità della sua posizione geografica sia per l’Esercito che per la Marina. Queste aree, che oggi risultano inutilizzate o sottoutilizzate, occupano spesso una posizione centrale o comunque rilevante all’interno del tessuto urbano, e sono il Comando della Marina Militare nell’area della Falcata; l’area di Bisconte con le Caserme Nervesa, Masotto e Gasparro; il 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani; Caserma Zuccarello sede del 5° reggimento fanteria “Aosta” e dell’Ospedale militare; e Campo Italia. Un secondo tema riguarda l’affaccio a mare che si estende dalla zona Falcata sino a Contesse.

messina porto zona falcata molo norimbergaL’area considerata, delimitata a monte dalla via La Farina, occupa un fronte a mare di circa 4 km per una profondità media di 250-300 metri circa, interessando una superficie complessiva di 80-100 ettari; allo stato attuale essa ospita due funzioni prevalenti che impegnano la quasi totalità della superficie: attività produttive (industriali, artigianali e commerciali) ed attività legate ai trasporti marittimi e ferroviari. La crisi di queste attività ha condotto al sottoutilizzo e all’abbandono e, in alcuni casi, a forti condizioni di degrado ambientale. Il mare, dal quale la città ha tratto per secoli la sua ricchezza e la sua identità, risulta pressoché inaccessibile e anch’esso negato alla fruizione dei cittadini. Una buona parte di queste aree è attualmente normata dal Piano Regolatore Portuale redatto dall’Autorità portuale di Messina.

Il Programma Innovativo in Ambito Urbano “Porti & Stazioni” del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha prodotto un’ipotesi di ridisegno e rifunzionalizzazione complessiva di questa ampia e strategica area; tuttavia tale programma è stato pensato in un periodo in cui la realizzazione del Ponte sullo Stretto sembrava imminente e disegnava soluzioni coerenti e legate a tale ipotesi. Uno scenario che oggi sembra decisamente tramontato e l’Amministrazione comunale si sta già muovendo verso un sostanziale ripensamento dello stesso PIAU.