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Il maltempo si abbatte sulla Sicilia Orientale. A Messina scuole e Università saranno chiuse?

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fulmine (1)L’ondata di maltempo in Sicilia Orientale era prevista da giorni: che tuoni, lampi e saette potessero lambire lo Stretto era, insomma, un dato assodato. L’impatto che il maltempo sta avendo sulle diverse realtà della costa ionica coglie però alla sprovvista perfino gli osservatori più prudenti. I forti venti registrati in Sicilia, i 140 mm di pioggia abbattutisi su Acireale, i nubifragi sparsi che hanno colpito diverse zone del messinese fanno temere il peggio. Sì, perché se i rischi per l’incolumità pubblica sono costantemente analizzati attraverso un’azione di monitoraggio (è di stamattina la notizia dell’attivazione del COC, voluta da Palazzo Zanca), i danni che le precipitazioni possono causare alla città potrebbero ugualmente sfuggire di mano. Non parliamo di danni irreparabili, quali lo smottamento di montagne o i torrenti in piena, prontamente evocati dalla nostra memoria dopo le sciagure di Giampilieri e Scaletta. No, facciamo riferimento ad altre tipologie di pericolo: alberi abbattuti che ostruiscono la viabilità, laddove non centrano veicoli parcheggiati sui bordi delle strade; tombini saturi che sembrano rigettare in strada ogni centilitro di liquame fognario; improvvisi blackout elettrici e altri disagi che in queste ore i cittadini stanno segnalando.

La situazione critica, fra Messina e Catania, si protrarrà verosimilmente sino a venerdì. Basta guardare i dati di questa folle giornata per farsi un’idea delle alluvioni in corso: 83mm di pioggia a Francavilla di Sicilia, 81mm a Linguaglossa, 54mm ad Acitrezza, 43mm ad Antillo, 39mm a Zafferana Etnea, 38mm a Capo Mulini, 34mm a Castroreale, 29mm a Valverde, 24mm a San Giovanni La Punta, 20mm a Barcellona Pozzo di Gotto, 18mm a Tripi, 17mm a Canalicchio. Senza contare le raffiche di vento, che in alcune realtà particolarmente esposte dal punto di vista geografico hanno sfiorato i 100 km/h.

Ora, che le autorità stiano vigilando è un bene, ma sorge spontaneo chiedersi perché stamane l’attività didattica nelle scuole e nell’Ateneo cittadino non sia stata sospesa. Se si conoscevano le difficoltà cui saremmo andati incontro, se ieri le prime avvisaglie si erano registrate nel tardo pomeriggio, che senso ha avuto tenere stamane gli istituti e l’Università aperti? Può sembrare un problema marginale, ma i pendolari, gli studenti costretti ad attraversare lo Stretto o a raggiungere in treno il centro cittadino, di certo non costituiscono una platea esigua e non meritano di essere esposti a simili intemperie. Ecco perché, secondo le prime indiscrezioni, per domani si potrebbe correre ai ripari con una misura risolutiva: perché prevenire è meglio che curare e il termine prevenzione, specialmente in Sicilia, è stato troppo bistrattato nell’ultimo decennio.