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Grazie Oliverio e Ferro, adesso la politica calabrese ha più dignità. Ma attenti ai passi falsi…

Oliverio-FerroLa Calabria si risveglia nel day-after delle elezioni Regionali e riscopre una nuova classe politica che dimostra autorevolezza e dignità. Grazie al grande vincitore Mario Oliverio, e alla grande sconfitta Wanda Ferro. Già in fase di composizione delle liste, i due esponenti di Partito Democratico e Forza Italia avevano dato un grande esempio di dignità relegando al palo i centristi di NCD e UDC che con i loro trasformismi tipici dei più grandi storici inciuci democristiani avevano provato ad accasarsi prima con l’uno, poi con l’altra. Adesso proseguono sulla falsa riga della serietà, della correttezza e della dignità con le dichiarazioni post-voto al punto che in tanti si chiedono se siamo davvero nell’isterico sud dell’Italia o se invece dopo queste elezioni ci siamo risvegliati negli Stati Uniti d’America.

Wanda FerroLe prime parole di Wanda Ferro dopo il voto, infatti, lasciano quasi sbalorditi rispetto a ciò a cui la politica italiana ci ha da sempre abituati. Sono, forse, normali rispetto a ciò che dovrebbe accadere in una politica sana. Ma in un contesto come quello italiano e calabrese, suonano come musica soave. Non trova alibi sul voto Wanda Ferro, non cerca scuse, non si arrampica sugli specchi, non accusa di brogli (è vero, la sconfitta è stata netta, ma persino a Reggio qualcuno ha formulato simili accuse qualche settimana fa…) e si congratula con l’avversario, a cui augura le migliori fortune. “Formulo a Mario Oliverio gli auguri di buon lavoro. Non è semplice la sfida che ha di fronte, ma sono certa che l’ampio e netto consenso ricevuto dagli elettori gli darà la forza di compiere quelle scelte radicali necessarie ad invertire la rotta della regione. Il principale impegno di tutte le forze politiche, di governo e di minoranza, dovrà ora essere quello di ricostruire un rapporto di fiducia tra la politica, le istituzioni, i cittadini. Se sapremo dimostrare nell’attività quotidiana serietà, coerenza, trasparenza, sobrietà, capacità, coraggio nelle scelte, senso di responsabilità, riusciremo forse a coinvolgere nuovamente i cittadini nelle scelte decisive per il futuro della nostra terra e a restituire pieno valore alla nostra democrazia” ha detto Wanda Ferro con parole da applausi. Sembrano quelle di Romney ad Obama dopo le presidenziali USA del 2012, facciamo fatica a trovare qualcosa di simile nella storia italiana.

oliverio 00Molto chiare e nette anche le dichiarazioni post-voto di Mario Oliverio, che sapeva molto bene di essere il nuovo governatore in pectore già da qualche settimana in base ai sondaggi inequivocabili sul destino di questa tornata elettorale. “Noi governeremo solo con le forze che hanno sostenuto il nostro progetto” ha detto ieri subito dopo il voto. Anche qui, parole da applausi. In tanti, infatti, stanno ipotizzando un’alleanza tra il centro/sinistra e il polo di centro (NCD-UDC) che ha superato la soglia di sbarramento dell’8% pur perdendo 16.000 voti in 6 mesi, dagli 85.410 delle europee di fine maggio quando la lista NCD-UDC in Calabria volava all’11,4%, ai 69.392 di ieri pari all’8,7%. Proprio i centristi di Alfano e Quagliariello nelle ultime settimane precedenti al voto avevano dichiarato senza neanche tanta vergogna che se fossero entrati a Palazzo Campanella (hanno eletto 3 consiglieri Regionali, Giuseppe Gentile, Baldo Esposito e Giovanni Arruzzolo) avrebbero sostenuto il centro/sinistra alla ricerca di incarichi e poltrone, cercando di riproporre adesso quell’alleanza che Oliverio aveva voluto stoppare prima del voto.

nico d'ascolaD’Ascola ha fatto una campagna elettorale sui “genuini valori della destra“, provando a rosicchiare voti a Wanda Ferro, con l’obiettivo poi di ottenere l’elemosina di potere dalla sinistra vincitrice. Ma Oliverio è stato chiaro, e ancora una volta ha stoppato tutto. Dopo il voto ha ribadito che “governeremo solo con le forze che hanno sostenuto il nostro progetto“. Dopotutto ha la maggioranza più schiacciante della storia della Regione Calabria, grazie al plebiscito ottenuto alle urne, con la percentuale più alta della storia e lo scarto più grande con l’avversario. Potrà contare in consiglio Regionale su 19 consiglieri di maggioranza a fronte degli appena 11 dell’opposizione, neanche Scopelliti o Loiero avevano avuto numeri così schiaccianti. Oliverio non ha bisogno di ulteriori stampelle, di ulteriori alleati pronti a ricattarlo alla prima occasione utile.

consiglio regionaleOliverio governerà da solo, ma deve stare attento ai passi falsi. In queste ore si vocifera che proprio il Pd potrebbe concedere la Presidenza del Consiglio Regionale al Nuovo Centro/Destra. Sarebbe un gesto clamorosamente suicida, difficile da spiegare ai propri elettori. E’ infatti prassi consolidata da sempre che a Palazzo Campanella è la stessa maggioranza ad indicare tra le proprie fila il Presidente del Consiglio Regionale (Talarico con Scopelliti e Stasi tra 2010 e 2014; Bova con Loiero tra 2005 e 2010; Caligiuri e Fedele tra 2000 e 2005 con Chiaravalloti; Scopelliti tra 1995 e 2000 con Nisticò, e sempre così anche in precedenza dal lontano 1970, dalla prima legislatura Regionale). Se Oliverio volesse cambiare questa tradizione storica della politica calabrese assegnando quest’importante scranno all’opposizione, potrebbe anche essere un buon segnale di distensione tra le parti politiche (non è comunque tenuto a farlo). Ma a quel punto dovrebbe riconoscerlo per forza di cose ai suoi oppositori, cioè al centro/destra che con Wanda Ferro s’è dimostrato un avversario onesto e leale prima, durante e dopo il voto, con tutte le intenzioni di ricostruire una classe politica seria e dignitosa, oltre ad essere la principale espressione dell’opposizione con il 23% dei voti e 8 consiglieri regionali eletti, il triplo dell’8% del NCD e dei suoi 3 consiglieri. Andare invece a solleticare la brama di potere di quei centristi che prima avevano cercato l’alleanza con il Pd, poi con la Ferro, alla fine sono rimasti da soli rifiutati da tutti e adesso elemosinano ancora poltrone, sarebbe un clamoroso autogol difficile da spiegare. Sarebbe il modo peggiore per iniziare la nuova legislatura.