fbpx

Eccezionale scoperta nella acque di Gela: recuperato un relitto del VI secolo a.C. [FOTO]

Palermo,  6 nov. (askanews) - Un relitto risalente al VI secolo a.C. è stato scoperto nelle acque di Gela. Si tratta del più antico reperto archeologico ritrovato nei fondali di fronte alla cittadina nissena. 	Il soprintendente del Mare Sebastiano Tusa ha definito ?il rinvenimento di grande interesse scientifico poiché, avendo valutato il contesto ed i materiali, si può ipotizzare la presenza di un relitto che al  momento dovrebbe essere il più antico identificato nel mare di Gela. Sulla base dei materiali recuperati si tratterebbe di un relitto databile alla prima metà del VI secolo a.C.". 	La Soprintendenza del Mare, grazie alla segnalazione ed all'intervento del subacqueo gelese Franco Cassarino, con il coordinamento di Stefano Zangara della suddetta Soprintendenza, ha recuperato importanti reperti archeologici subacquei nelle acque antistanti la contrada Bulala, già nota nelle cronache archeologiche per una ricca serie di rinvenimenti. In particolare sono stati recuperati un'anforetta, una brocca, una kylix a vernice nera d'importazione dall'Attica ed un vaso detto cothon d'importazione corinzia.  	I reperti giacevano a circa 4 metri di profondità nei pressi di alcuni elementi lignei emergenti dalla sabbia pertinenti il relitto cui appartengono i reperti. Le operazioni si sono svolte con il patrocinio del Comune di Gela e del Museo Archeologico regionale di Gela e sono state rese possibili grazie alla collaborazione della Capitaneria di Porto e dei subacquei volontari locali. 	Sabato 8 novembre alle 10,30, presso la sala conferenze del Museo Archeologico regionale di Gela, alla presenza del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e del Direttore del Museo Archeologico Emanuele Turco, si terrà la conferenza stampa sul ritrovamento.  XpaUn relitto risalente al VI secolo a.C. è stato scoperto nelle acque di Gela. Si tratta del più antico reperto archeologico ritrovato nei fondali di fronte alla cittadina nissena.
Il soprintendente del Mare Sebastiano Tusa ha definito “il rinvenimento di grande interesse scientifico poiché, avendo valutato il contesto ed i materiali, si può ipotizzare la presenza di un relitto che al  momento dovrebbe essere il più antico identificato nel mare di Gela. Sulla base dei materiali recuperati si tratterebbe di un relitto databile alla prima metà del VI secolo a.C.”.
La Soprintendenza del Mare, grazie alla segnalazione ed all’intervento del subacqueo gelese Franco Cassarino, con il coordinamento di Stefano Zangara della suddetta Soprintendenza, ha recuperato importanti reperti archeologici subacquei nelle acque antistanti la contrada Bulala, già nota nelle cronache archeologiche per una ricca serie di rinvenimenti. In particolare sono stati recuperati un’anforetta, una brocca, una kylix a vernice nera d’importazione dall’Attica ed un vaso detto cothon d’importazione corinzia.
I reperti giacevano a circa 4 metri di profondità nei pressi di alcuni elementi lignei emergenti dalla sabbia pertinenti il relitto cui appartengono i reperti. Le operazioni si sono svolte con il patrocinio del Comune di Gela e del Museo Archeologico regionale di Gela e sono state rese possibili grazie alla collaborazione della Capitaneria di Porto e dei subacquei volontari locali.
Sabato 8 novembre alle 10,30, presso la sala conferenze del Museo Archeologico regionale di Gela, alla presenza del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e del Direttore del Museo Archeologico Emanuele Turco, si terrà la conferenza stampa sul ritrovamento.