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Appello contro la soppressione della soprintendenza per i beni architettonici di Reggio e Vibo

LogoMibacItalia Nostra – afferma in una nota la presidente Angela Martino- rivolge appello ai rappresentanti politici perché si adoperino a scongiurare la temuta soppressione della soprintendenza per i beni architettonici di Reggio  Calabria e Vibo Valentia derivante dall’attuazione del decreto ministeriale di articolazione delle sedi dirigenziali del MiBact  nel cui ambito si prevede l’accorpamento dell’ attuale soprintendenza  “per i beni architettonici e paesaggistici” e di quella “per i beni artistici” in un’unica soprintendenza “alle belle arti”. Nel riordino, dettato dal risparmio di spesa, si annuncia l’istituzione in Calabria, di un unico ufficio di tutela “delle belle arti” con sede a Cosenza: per Reggio Calabria e Vibo Valentia significherebbe tornare indietro di otto anni senza considerare che l’enorme mole di competenze relative alla tutela diretta di monumenti, opere d’arte, beni storici e paesaggistici, oggetto dell’intervento della nuova soprintendenza, sommato a quelle relative al rilascio dei nulla osta paesaggistici, che  incidono quotidianamente sulla vita dei cittadini e dei territori, per altro quasi tutti privi di pianificazione urbanistica, non può assolutamente essere attribuita ad un unico ufficio per tutta la regione. Il provvedimento lascia intendere che di fronte ad un appello nazionale generale per la messa in sicurezza del territorio, anche alla luce dei disastri registrati di recente, e continuamente, in tutto il paese proprio a causa dell’assenza di controlli, piuttosto che predisporre maggiori mezzi e interventi,  si sottraggono strumenti indispensabili per la salvaguardia del paesaggio urbano. La Calabria ha un territorio così lungo e così privo di vie di comunicazione e di servizi veloci di trasporto, che è più semplice per i reggini raggiungere il Nord Italia che non il Nord Calabria, motivo per cui, in Calabria, fino al 2008, il lavoro di tutela di molti luoghi e molti beni non è sempre stato svolto con la dovuta incisività. Tutela che era, invece, notevolmente migliorata con l’istituzione della Soprintendenza per  i beni Architettonici e Paesaggistici per la Calabria meridionale (Reggio e Vibo) consentendo un maggiore e spesso proficuo dialogo tra uffici di salvaguardia territoriale ed enti pubblici ed ecclesiastici. Italia Nostra ritiene che, così come vengono mantenute soprintendenze alle Belle Arti e Paesaggio in gran numero, in regioni ben tutelate e con monumenti ben restaurati e valorizzati quali la Toscana, dove ne permangono ben quattro, l’ufficio reggino e vibonese debba continuare ad esistere soprattutto in considerazione della condizione deplorevole del paesaggio della Calabria meridionale, dell’assenza di piano paesaggistico, della scarsità di piani regolatori, e dei tanti lavori di restauro con fondi ancora giacenti presso l’Ufficio di Reggio e Vibo che la soprintendenza deve condurre a termine. Si aggiunga, a ragione dell’ indispensabile  mantenimento degli uffici di tutela di Reggio e Vibo, la particolare situazione di molti comuni delle due province, spesso commissariati, nei quali la presenza della soprintendenza, consente di sorvegliare le trasformazioni del territorio, altrimenti affidate nelle mani di tecnici d’occasione. Da considerare, quale non ultimo motivo, l’imminente passaggio di Reggio a città metropolitana, con tutto quello che ne consegue”.