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Aereo austriaco rifiuta gli immigrati in Sicilia e riparte vuoto per paura di malattie

immigratiimmigratiUn aereo ha rifiutato l’imbarco di migranti da Comiso. La denuncia e’ del Consap Sicilia (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia). “I migranti, circa 180 – si legge nella nota – provenivano prevalentemente da paesi dell’Africa centrale (Ghana, Burkina Faso, Nigeria e Gambia). Giunti a Comiso sarebbero dovuti partire alla volta di Bologna. Ma il comandante dell’aereo, dopo avere preso visione dei certificati medici che accompagnavano i migranti (tradotti in inglese) e necessari per essere certi che tra questi non vi fosse nessuno con malattie infettive, ha deciso di non farli piu’ salire sul suo aereo. Le certificazioni rilasciate dall’ASP di Agrigento e dal C.P.A. di Pozzallo (RG) sono state ritenute non idonee. Chiusi i portelloni, l’aereo austriaco e’ ripartito vuoto da Comiso. Dopo altre ore di estenuante attesa e’ stato possibile organizzare un altro volo, di un’altra compagnia che ha permesso a migranti e poliziotti di potere raggiungere finalmente Bologna, verso le 22 della stessa sera”. “Tutto questo e’ intollerabile – denuncia Igor Gelarda – Dirigente Nazionale e Segretario Regionale della Consap Sicilia – vorremmo proprio sapere se (e ci muoveremo per far presentare una interrogazione parlamentare in merito) questo viaggio a vuoto lo stanno comunque pagando i cittadini italiani. Spendiamo delle cifre inimmaginabili per questa vicenda dei migranti, ma e’ possibile che la spending rewiew non riguardi mai l’ambito dei migranti?”. “L’approssimazione con cui viene gestito tutto il sistema dell’accoglienza e degli accompagnamenti in Italia e’ assolutamente inaccettabile – fa eco Rosario Orlando, della Consulta Nazionale Consap dei Reparti mobili. L’inimmaginabile ed improponibile situazione che vede, da anni, i reparti mobili della Polizia di Stato sostituire troppo spesso lo Stato nelle sue carenze organizzative nella ricezione di immigrati provenienti dai piu’ disparati angoli dell’Africa ha fatto si che il personale, che ne fa parte, si ritrovi esposto pericolosamente a situazioni paradossali quali quella a Comiso“.