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Tripi (ME), chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati nell’ambito del disastro ambientale alla discarica

discarica mazzaràDieci anni per alimentare il disastro ambientale al sito di stoccaggio di rifiuti a Tripi, in provincia di Messina. Un disastro scoperto nel 2012 con il blitz del Noe dei carabinieri. Tutti rinviati a giudizio gli indagati per il pm di Barcellona Mirko Piloni.

Tra di loro: amministratori pubblici, tecnici, geologi, funzionari comunali. I loro nomi: Gisella Galante, di Patti; Giovanni Fornaia, di Enna, dipendente di Messinambiente; il dirigente del comune di Messina, Francesco Ajello; Valerio Cigala, di Barcellona; Vincenzo Carditello, di Messina; Antonino Miloro e Antonino Conti, anche loro di Messinambiente; Giuseppe Aveni e Giuseppe Carmelo Sottile, che si sono avvicendati alla poltrona di sindaco di Tripi; Orazio Nicosia della Giano Ambiente; Domenica Lauria, di Matera; Marilena Maccora, di Patti; Alessandro Visalli, di Messina; l’architetto Vincenzo Schiera, di Palermo; l’imprenditore Michele Rotella, di Barcellona; Alfonso Schepisi, di San Piero Patti; Fortunato Lipari, di Tripi; Giovanni Randazzo, di Palermo; Roberto Viani, di Sant’Agata Militello; l’ingegnere Salvatore Antonino Favosi, di Roccalumera.

Gli imprenditori e gestori del settore smaltimento avrebbero realizzato il secondo modulo della discarica in maniera irregolare, collocandolo in un sito non a norma. Questo avrebbe provocato il disastro ambientale. Mentre, ai dirigenti e tecnici pubblici viene contestata l’omissione di atti d’ufficio. Certificati di collaudo senza le dovute prove vengono contestati all’ingegnere Favosi.

Sulla gestione delle discariche di Tripi e Mazzarrà Sant’Andrea alcuni pentiti hanno svelato molti dettagli.