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Traghetti bloccati in mare, la drammatica storia di Brigida: malata di SLA, ha rischiato di morire soffocata

porto reggio traghetti caos (15)Una storia che ha dell’incredibile e di cui – in questo giorno di straordinaria follia in mezzo allo Stretto- vittima incolpevole è stata Brigida.

Brigida è una signora di Reggio Calabria, malata di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), che come migliaia di altri utenti quest’oggi aveva necessità di attraversare lo Stretto per essere dimessa dal centro NEMO SUD, fiore all’occhiello della sanità messinese soprattutto per la malattia di cui Brigida è affetta ormai da anni.

Accompagnata da Carmelo Genovese, uno dei referenti della sezione reggina dell’AISLA, le peripezie di Brigida cominciano già all’andata quando – giunta agli imbarcaderi di Villa San Giovanni – ai suoi accompagnatori è stato impedito di partire.

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Tornati al Porto di Reggio- dove ormai venivano dirottati i traghetti della “Caronte” – a Brigida tocca affrontare dopo settimane di ricovero nella struttura messinese il viaggio di ritorno.

Un viaggio di 40 minuti, che si trasforma in un incubo. Come migliaia di altri viaggiatori è rimasta per ore “sequestrata” su una nave in mezzo dello Stretto, se non fosse che Brigida è affetta da crisi di respirazione dovute alla sua malattia, che la costringe ad alimentarsi  con la PEG per evitare il soffocamento.

Immaginate Brigida bloccata su una Caronte per ore in preda al panico e solo l’intervento di due pattuglie della Polizia di Catania ha evitato il peggio; recatesi dal comandante lo hanno costretto ad attraccare.

Brigida adesso è provata, stanca e impaurita.

Quando la protesta oltrepassa il limite…