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Reggio: voleva fare il Sindaco, ha preso 238 voti e adesso accusa Falcomatà di “brogli”!

1150818_725206007549190_2435909784770484273_nVoleva fare il Sindaco di Reggio Calabria Francesco Anoldo Scafaria. Ha preso 238 voti, è stato il meno votato di tutti tra i nove candidati alla carica di primo cittadino. E adesso non ci sta, accusa Falcomatà di “brogli“!

S’è candidato dopo i dissidi con Giuseppe Musarella di Ethos, con cui avevano formato un polo alternativo ma alla fine non si sono trovati d’accordo su alcuni particolari e allora si sono divisi. Anoldo Scafaria ha deciso di andare per contro proprio con una lista chiamata “Movimento Reggini Indignati“, una lista che ha preso 205 voti, lo 0,22% dei votanti. Insomma, un flop colossale, peggio persino di Giuseppe Siclari e del suo Partito Comunista dei Lavoratori.

In una nota stampa appena diffusa ai giornalisti, Anoldo Scafaria scrive: “brogli alle elezioni comunali a vantaggio del Pd” esprimendo “sospetti” sul voto del 26 ottobre. Il candidato del Movimento Reggini Indignati arriva a parlare di “stupro alla logica” per giustificare la debacle dei movimenti civici tra cui – ovviamente – il suo, e avanza l’ipotesi di “avviare una verifica del voto, chiedendo alla magistratura la verifica di tutte le schede scrutinate, soprattutto in quei seggi ‘rossi’ dove già in passato si sono verificati brogli“. Quali siano questi “seggi rossi dove già in passato si sono verificati brogli“, però, non viene spiegato.

reggio calabria elezioni spoglio comunali urna seggio (10)Nella vita si vince è si perde (ha scritto proprio così, e congiunzione con l’accento ndr), ma è importante – visto anche le dichiarazioni di trasparenza e legalità urlate durante la campagna elettorale – che se brogli ci sono stati, pretendo che venga fatta luce. Sorge il dubbio che questa elezione plebiscitaria abbia lo stesso sapore amaro e falso del plebiscito del 1861“.

Ad Anoldo Scafaria, però, dovrebbero spiegare che Falcomatà è stato già proclamato Sindaco ufficialmente, con pieno merito: nessuno ha denunciato brogli elettorali, nonostante i rappresentanti di lista fossero presenti in tutte le sezioni. Su oltre 98.000 votanti, le schede contestate sono state soltanto 10. La vittoria di Falcomatà è stata nettissima, schiacciante: ha avuto oltre 58.000 voti, il secondo (Dattola) ne ha presi meno della metà (poco più di 26.000).

Comunque, in ogni caso, molto più di 238.